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ROMA. Scuola: accordo Governo-sindacati, sospeso lo sciopero

Dopo una maratona durata un’intera notte, è stata siglata stamane all’alba, a Palazzo Chigi, un accordo tra i sindacati più rappresentativi del mondo della scuola – Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda – e il Governo, rappresentato dal ministro del Miur Marco Bussetti, il premier Conte e il sottosegretario Salvatore Giuliano. L’intesa ha fatto sospendere – non revocare – lo sciopero che i sindacati, dopo una mobilitazione che dura da mesi, avevano indetto per il prossimo 17 maggio. L’accordo riguarda infatti proprio i punti che stanno più a cuore al mondo della scuola: a partire dal rinnovo del contratto (2019-2012), scaduto in dicembre, per il quale il Governo si è impegnato a garantire il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori. L’esecutivo inoltre, ha garantito che reperirà ulteriori risorse finanziarie da destinare specificamente al personale scolastico in occasione della prossima legge di bilancio proprio “per avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento dei docenti italiani e del personale Ata alla media degli stipendi di quelli europei”. Altri punti al centro dell’accordo riguardano le nuove assunzioni e la stabilizzazione dei precari storici: sono previsti infatti la regolare indizione di concorsi per gli insegnanti e modalità semplificate per l’immissione in ruolo del personale docente che abbia una pregressa esperienza di servizio pari ad almeno 36 mesi: per questi ultimi, in particolare, sono previsti percorsi abilitanti e selettivi riservati. Sul fronte dell’autonomia differenziata, fortemente osteggiata dai sindacati della scuola con iniziative che vanno avanti da mesi e che dovevano culminare nello sciopero del 17 maggio, questi hanno ottenuto l’impegno del Governo a salvaguardare “l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, garantendo un sistema di reclutamento uniforme” e che tutto il personale abbia “uno stesso contratto collettivo”. I sindacati hanno unitariamente detto di apprezzare il metodo intrapreso dall’Esecutivo “che dovrebbe essere permanente e ordinario e non da utilizzare solo nei momenti in cui le organizzazioni sindacali sono costrette a mobilitarsi”. Hanno inoltre sospeso lo sciopero del 17 maggio, ma confermato tutte le attività di raccolta delle firme a contrasto di ogni progetto di regionalizzazione del sistema dell’istruzione. Soddisfazione è stata espressa dal premier Conte, per il quale “quella raggiunta nelle ultime ore è un’intesa molto importante, un passo importante nell’ambito del compimento di quella che abbiamo chiamato ‘fase due’ del governo, incentrata sulla scuola, l’università, il turismo, l’agroalimentare”. Per il ministro Bussetti “le richieste dei sindacati sono corrette, per troppo tempo la scuola è stata trascurata e le gratificazioni anche economiche sono giuste”. Soddisfatti anche i presidenti delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato, Gallo e Pittoni. L’intesa per il comparto istruzione e ricerca ha suscitato però l’irritazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa che ha confermato lo sciopero del pubblico impiego proclamato per l’8 giugno. “Non ci sono lavoratori di serie A e di serie B – hanno sottolineato – tutti i dipendenti pubblici attendono il rinnovo del contratto. Il premier ci convochi”. E critiche sono arrivate anche dai Cobas, dall’Unicobas e dall’Usb che parlano di “confederali venduti per un piatto di lenticchie” e di “accordo fuffa”. I primi due confermano lo sciopero del 17 maggio, il terzo invece ne ha promosso un altro per il 10 maggio. “Lo sciopero non era e non è mai un atto di ostilità politica verso la maggioranza di governo, così come l’intesa di oggi non sancisce alcuna alleanza”, ha replicato a tutti la leader della Cisl Scuola, Maddalena Gissi.

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