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ROMA. Retate e arresti. Ispezioni in pay-tv. Renzi “basta figurucce”

Mentre i club di Serie A continuano a litigare sul calendario delle ultime giornate di campionato, scattano gli arresti nella Lega Pro e le Fiamme Gialle sbarcano nei palazzi del potere pallonaro. E’ l’ennesima bufera sul mondo del calcio che si dipana stavolta lungo due direttrici: il calcioscommesse in quella che una volta era la Serie C, e i diritti tv, con Antitrust che indaga su un presunto accordo restrittivo della concorrenza sulla vendita dei diritti tv per il triennio 2015-2018 e che ha portato alle ispezioni della GdF nelle sedi di Lega, Infront, Sky, Rti, Mediaset (che ha parlato di “assegnazione regolare”). Ma le ‘spine’ per il mondo del calcio non finiscono qui, visto che domani è in programma il consiglio di Lega Pro che potrebbe votare la sfiducia a Felice Belloli, il presidente finito nella bufera per la frase sulle “quattro lesbiche” (per protesta la finale di Coppa Italia di calcio femminile tra Brescia e Tavagnacco non si giocherà).

“Sono molto colpito da quello che sta accadendo nel mondo del calcio. Ne abbiamo viste di tutti i colori da quando siamo al governo, oggi anche l’indagine sui diritti tv. Ma diciamo la verità, la Juve in finale di Champions, Fiorentina e Napoli in semifinale di Europa League ma poi il calcio italiano non può fare queste figurucce”, le parole del Premier Matteo Renzi al termine di una giornata caotica per il calcio italiano.

“Ancora una volta pensi che basta e invece c’è sempre una nuova puntata e questi ultimi fatti mettono queste due leghe in una situazione di grande imbarazzo e l’opinione pubblica non può non tenerne conto”, sintetizza il presidente del Coni Malagò che concede i benefici del dubbio sulla questione dei diritti tv: “Un’ispezione o una verifica non devono significare per forza che ci sono delle cose che non funzionano. Magari c’è stata una denuncia e può essere definito formalmente un atto dovuto”. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha intanto preso contatto con la Dda di Catanzaro per avere informazioni, facendo sapere che la richiesta di accesso agli atti “partirà presto”.

 

CALCIOSCOMMESSE: MAXIRETATA, 50 FERMI E 70 INDAGATI: l’operazione è nata da un’inchiesta della Dda di Catanzaro che avrebbe accertato l’esistenza di due associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Decine le partite che sarebbero oggetto di combine. “Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta succedendo – ha detto il presidente Figc, Carlo Tavecchio – perché continuiamo a subire tutte le situazioni del Paese. Il calcio non viene aiutato da questi scandali. Noi siamo un soggetto che vuole difendere il sistema da certe cose ma i nostri mezzi non sono all’altezza”.

Per il presidente dell’Aic Tommasi “aprire alle scommesse il mondo dei dilettanti é stato un rischio, perché le partite non sono difficili da controllare. Il nostro mondo é allettante per chi persegue il malaffare”.

 

DIRITTI TV, ANTITRUST SOSPETTA ACCORDO ANTICONCORRENZA: l’istruttoria, fa sapere il Garante, è “volta a verificare se siano intervenuti “accordi spartitori” fra Sky e Mediaset” e se ci sia stata “un’intesa restrittiva della concorrenza”. Ad accendere la curiosità del Garante, in particolare, ci sarebbe il “ruolo improprio e ambiguo” di Claudio Lotito, consigliere di Lega e, nello specifico, una lite in assemblea tra lo stesso Lotito e Andrea Agnelli che puntava a “massimizzare i profitti”, mentre il presidente biancoceleste, per favorire l’accordo tra le parti, era per una soluzione al ribasso (strada poi prescelta da Via Rosellini) di circa una decina di milioni. “Massima fiducia nell’antitrust e dunque massima collaborazione”, ha fatto sapere in serata la Lega Calcio dopo l’ispezione.

I fatti risalirebbero a circa un anno fa, al 26 giugno 2014, quando l’assegnazione dei diritti arrivò a conclusione dopo lunghissime trattative in una delle assemblee di Lega più lunghe che si ricordi. In buona sostanza, è l’ipotesi investigativa su cui stanno lavorando il Garante e la GdF, la Lega Calcio avrebbe favorito un accordo tra i principali operatori nazionali, tra cui Sky e Mediaset Premium, violando la normativa europea. Nell’ asta, Mediaset si era aggiudicata i diritti per trasmettere le 248 partite in diretta delle otto principali squadre italiane, oltre alla diretta dai campi. Poi sulla base della rinegoziazione, a Sky erano andate tutte le partite dei campionati di Serie A 2015-18 via satellite per 572 milioni, mentre a Mediaset il pacchetto con le partite delle migliori squadre per 377 milioni. Mediaset in una nota ha ricordato che “l’assegnazione sui diritti è stata “perfettamente regolare. Gli accordi definitivi hanno ricevuto il benestare sia di AgCom sia di Antitrust in conformità con la Legge Melandri”. Quanto a Infront, l’advisor della Lega “ha messo a disposizione dell’Antitrust ogni documento richiesto e sta già collaborando con la stessa all’accertamento della correttezza dei fatti”.

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