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ROMA. Razzismo: pugno duro Spadafora,Salvini attacca Balotelli

Lo aveva anticipato subito dopo gli scellerati episodi del week end, lo ha ribadito in Parlamento: contro i dilaganti episodi di razzismo negli stadi italiani, e più in generale nello sport a tutti i livelli, il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha chiesto di “inasprire in quadro sanzionatorio” con misure che prevedano, tra l’altro, la risoluzione automatica dell’abbonamento per coloro che si macchino di comportamenti discriminatori, il divieto di accesso ai luoghi sportivi da parte dell’autorità di pubblica sicurezza fino, nei casi più gravi, al differimento delle manifestazioni sportive. Nel giorno in cui il ‘caso Balotelli’ (ma anche i cori discriminatori della curva Sud all’Olimpico durante Roma-Napoli) arriva sui banchi di Montecitorio, la cronaca annovera anche l’ennesimo attacco del leader della Lega, Matteo Salvini, all’ attaccante bresciano che aveva ieri ricevuto la solidarietà del presidente federale Gabriele Gravina, auspicandone la convocazione in nazionale: “Il presidente della Figc faccia il suo lavoro. Lasci che l’allenatore faccia il suo. Secondo me in Italia ci sono tanti giocatori migliori di Balotelli, non spetta al presidente della Figc decidere chi gioca e chi no. Posso dire che per me Balotelli non è un modello”, l’attacco di Salvini poche ore prima che il ministro dello Sport prendesse la parola al ‘question time’. “Intendo caratterizzare il mio mandato con una azione estremamente determinata di contrasto a qualunque forma di razzismo si dovesse ancora verificare”, ha detto Spadafora aggiungendo che “intendo caratterizzare il mio mandato con una azione estremamente determinata di contrasto a qualunque forma di razzismo si dovesse ancora verificare. Gli episodi avvenuti in questo fine settimana in diversi stadi italiani dimostrano come le discriminazioni razziali nel mondo dello Sport siano ancora troppo spesso presenti e trovino un’eco preoccupante, anche nelle manifestazioni sportive minori. Per quanto riguarda gli episodi di Verona e Roma, ho parlato da subito col presidente federale al quale ho espresso il mio sostegno e da cui ho ricevuto piena disponibilità a lavorare insieme per contrastare, in modo sempre più efficace, il fenomeno delle discriminazioni nello sport”, ha concluso il ministro che ha espresso “soddisfazione” per il Daspo decennale comminato dal Verona a Luca Castellini, mentre i suoi compagni ultrà della curva ironizzano con Balotelli (“Non abbiamo trovato il pallone”, scagliato dal bresciano domenica in tribuna, ndr) e annunciano che sabato per l’anticipo di Inter-Verona saranno “Tutti a Milano, graditi e non!”. E la cronaca racconta anche delle scintille tra l’ex Juve e Parma Lilian Thuram e il tecnico scaligero, Ivan Juric. “Secondo me, l’allenatore del Verona è una persona molto pericolosa, perché ha detto di non aver sentito niente”, il duro giudizio del francese che non ha lasciato indifferente il tecnico croato che ha risposto con una lettera aperta, via ANSA: “Non sono pericoloso, né ho detto nulla di pericoloso, come parrebbe aver sentenziato Lilian Thuram, senza conoscermi e senza aver compreso il senso delle mie parole, con una superficialità, questa sì pericolosa e irrispettosa della mia storia. Domenica ho detto di non aver sentito nulla, se non fischi, semplicemente perché nulla ho sentito dalla mia postazione. Avessi affermato il contrario avrei detto il falso. Questo non vuol dire che sono razzista, o che giustifico chi lo è, ma che sono onesto anche se domenica sarebbe stato più comodo non esserlo”.

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