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ROMA. Nuova Zelanda: allerta Ps, rischi emulazione e ritorsioni

C’è il rischio che l’attentato in Nuova Zelanda possa innescare gesti di “emulazione” da parte di fanatici dell’ultradestra o di “ritorsione” da parte di estremisti di matrice islamica nei confronti dei cristiani. La strage nelle moschee a Christchurch fa salire nuovamente il livello d’allerta nel nostro paese, anche se non ci sono ad oggi segnali concreti di possibili azioni. Per sollecitare le forze di polizia sul territorio a tenere alta la guardia e rimodulare le misure già in atto, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato una Circolare riservata a prefetture e questure, una scelta che va di pari passo con quella di altri paesi europei, primo tra tutti la Francia. “Non potendosi escludere che tale gesto possa determinare azioni di carattere emulativo ovvero ritorsivo”, il Dipartimento chiede di porre la massima attenzione sui luoghi di culto – dunque moschee, sinagoghe, chiese e centri culturali e religiosi – e invita i presidi sul territorio ad attivare ogni fonte investigativa “al fine di raccogliere ogni informazione circa l’eventuale pianificazione delittuosa”. “Bisogna tenere sempre gli occhi ben aperti e stiamo verificando che non ci siano volontà di ritorsioni, magari da parte di cani sciolti in Italia” ha confermato il ministro dell’Interno Matteo Salvini sottolineando comunque che il nostro paese “è ben presidiato”. Resta il fatto che quello dell’ultradestra, come dimostrano diversi episodi d’intolleranza verso gli stranieri che si sono verificati negli ultimi mesi, è un problema che riguarda anche l’Italia e che i servizi d’intelligence hanno segnalato nell’ultima relazione al Parlamento. Evidenziando tre elementi: la volontà degli estremisti di dare vita ad un “fronte identitario paneuropeo” per difendere le radici etniche e culturali dell’Europa. Il rischio di veder aumentare gli episodi di razzismo. Un attivismo “di impronta marcatamente xenofobo”. Nella Relazione gli 007 parlano di una “pronunciata vitalità” dell’ultradestra che si è tradotta con una serie di iniziative “propagandistiche e di protesta” soprattutto nelle periferie delle grandi città, “centrate sull’opposizione alle politiche migratorie”. Un attivismo, dicono i servizi, “di impronta marcatamente razzista e xenofoba” che “si è accompagnato ad una narrazione dagli accenti di forte intolleranza nei confronti degli stranieri” e “che, al di là dell’omicidio di Macerata, potrebbe aver concorso ad ispirare taluni episodi di stampo squadrista, oltre che gesti di natura emulativa, e potrebbe conoscere un inasprimento con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale europeo”. Le varie iniziative portate avanti dai gruppi d’ultradestra hanno inoltre messo in evidenza “la determinazione a preservare” i rapporti con “sigle di matrice neonazista, antisemita e skinhead”. E’ quel che hanno provato a fare sempre più, dicono ancora gli 007 per fare un esempio, diverse componenti hammerskin del nord Italia, nel tentativo di dar vita ad una ‘federazione’ con i gruppi minori. Ma accanto a ciò, concludono gli 007, c’è una “spiccata proiezione internazione delle principali formazioni d’aerea, con assidui e stretti rapporti con i maggiori gruppi stranieri dell’ultradestra”. E l’obiettivo è “l’affermazione di un fronte identitario paneuropeo a difesa delle radici etnico-culturali dell’Europa, di orientamento filorusso e pro Assad, in contrapposizione all’Ue, agli Usa e alla Nato”.

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