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ROMA. Migranti: bozza codice ong, ecco le 11 regole

Dal divieto di entrare nelle acque libiche a quello di trasferire i migranti soccorsi su altre navi. Sono 11 le regole contenute nella bozza di Codice di condotta per le ong attive nel Mediterraneo che l’Italia ha portato all’attenzione degli uffici europei. A chi non lo sottoscriverà, si legge nel documento che l’ANSA ha potuto visionare, potrà essere vietato l’attracco nei porti italiani.
Ecco le 11 regole.
– “Assoluto divieto” per le navi umanitarie di entrare in acque libiche, che possono essere raggiunte “solo se c’è un evidente pericolo per la vita umana in mare”.
– Non telefonare o mandare segnali luminosi per facilitare la partenza e l’imbarco di mezzi che trasportano migranti, per “non facilitare i contatti con i trafficanti”.
– Non trasportare migranti su altre navi, italiane o di assetti internazionali, tranne che in situazione di emergenza. E dopo il salvataggio, le navi delle organizzazioni “dovranno completare l’operazione portando i migranti in un porto sicuro”.
– Obbligo ad accogliere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria per indagini collegate al traffico di esseri umani.
– Non ostruire le operazioni di ricerca e soccorso della guardia costiera libica, per “lasciare il controllo di quelle acque alla responsabilità delle competenti autorità territoriali”.
– Dichiarare le fonti di finanziamento per le attività di salvataggio in mare.
– Obbligo di notificare al Centro di coordinamento marittimo del proprio Stato di bandiera l’intervento, “così che questo Stato è informato sulle attività della nave e può assumere la responsabilità anche per                 finalità di sicurezza marittima”.
– Possesso di una certificazione che attesta l’idoneità tecnica per le attività di salvataggio.
– Obbligo a collaborare lealmente con le autorità di sicurezza pubblica della località di sbarco dei migranti, provvedendo – ad esempio – a fornire prima dell’arrivo documenti sull’intervento svolto e sulla situazione sanitaria a bordo.
– Obbligo a trasmettere tutte le informazioni di interesse investigativo alle autorità di polizia italiane, consegnando nel contempo ogni oggetto che potrebbe costituire prova di un atto illegale.

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