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ROMA. Manzini regista, "il mio Godot nella periferia romana"

Due amici a caccia di pipì di giaguaro nelle sperdute campagne pugliesi per portare a termine una missione pericolosissima. Eccoli ‘Cristian e Palletta contro tutti’ nel film che segna il debutto alla regia di Antonio Manzini, l’inventore del vicequestore Rocco Schiavone, che firma anche soggetto e sceneggiatura.

Road movie comico prodotto da Flavia Parnasi, con Libero De Rienzo (Cristian) e Pietro Sermonti (Palletta), il film, girato in quattro settimane, uscirà nelle sale il 9 giugno distribuito da Notorious Pictures e sarà presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino nel giorno dell’inaugurazione, il 12 maggio.

“E’ un omaggio a Samuel Beckett, un film western come piaceva allo scrittore irlandese. E’ una specie di ‘Aspettando Godot’ nella periferia romana, con Estragone e Vladimiro a Tor Bella Monaca” dice all’ANSA Manzini che teme un po’ la presentazione al Salone di Torino dove ci saranno anche De Rienzo e Sermonti.

“Ho molta paura. Spero che piaccia, che la gente si diverta, che non si annoi” spiega e aggiunge: “La parola regia è grossa. Mi piacerebbe di più, come dicono i francesi, ‘metteur en scène’ ma in italiano è intraducibile”.

Nato da un racconto, ‘L’amico del giaguaro’, scritto tanti anni fa e mai pubblicato ad un certo punto diventato una sceneggiatura, il film “è stato girato con pochi soldi e tanti amici, quasi una famiglia. La produttrice ci ha creduto tantissimo, è un’eroina” sottolinea Manzini.

Con “un omaggio romanesco al maestro irlandese” da ‘Aspettando Godot’ si apre il film: “Hai mai pensato una cosa?” dice un amico all’altro. “No” è la risposta. Cristian e Palletta vivono in attesa di un evento che cambi la loro vita. Aspettano il colpo di fortuna e pensano sia arrivato quando decidono di consegnare della cocaina in Svizzera. Fanno un viaggio assurdo in cui dovranno fare i conti con i boss del quartiere Silvanello e Sergione, con la donna cannone, con il guru della droga John Benzedrina e con la camorra. Vivono una realtà surreale che “diventa mostruosamente reale” dice Manzini.

“Si parte da Beckett e si finisce nel fumetto. C’è anche un po’ dei racconti di Lansdale. E’ un minestrone con attenzione alla sfortuna e alla vita fatta di nulla, al non avere speranze.

Metà della popolazione giovane purtroppo vive in questa condizione. Non si può basare la propria esistenza su un colpo di fortuna, però a questo sono ridotti i ragazzi. Christian e Palletta fanno di tutto per riuscire nella loro impresa e quasi ci riescono ma c’è chi è più forte di loro. In questo caso i possessori del giaguaro” dice Manzini. Fra gli interpreti del film, Rocco Ciarmoli, Giselda Volodi e Margherita Vicario che “è anche una sorprendente cantante”. Alle musiche ha lavorato fra l’altro Mattia Caratello, editor di Rocco Schiavone: “Se il vicequestore esiste lo devo a lui” dice Manzini.

Attore prima di diventare scrittore in cortometraggi come ‘Intolerance – Sguardi del cinema sul’intolleranza’ con registi che poi sarebbero diventati famosi da Gabriele Muccino a Paolo Virzì, e autore di sceneggiatore per il cinema e la tv di film come ‘Dio comanda’ di Salvatores o ‘Il delitto di via Poma’ di Faenza, di ‘Squadra antimafia’ e di tutta la serie ‘Benvenuti a tavola’, Manzini con questo film vuole “fare un omaggio ai 25 anni trascorsi nel mondo del cinema. Volevo andarmene così. Non credo che continuerò con la regia, almeno per ora”.

“Per 25 anni – dice – ho fatto l’attore, tanti corti. A forza di stare sul set ho imparato qualcosa” dice lo scrittore che per la Rai firma, con Maurizio Careddu, la sceneggiatura della serie su Rocco Schiavone in sei puntate per la regia di Michele Soavi, che andrà in onda su Rai2. “Le riprese finiranno tra luglio e agosto. Marco Giallini interpreta Rocco Schiavone e Isabella Ragonese sua moglie. La serie dovrebbe andare in onda a fine ottobre” spiega. Intanto il 7 luglio è attesa l’uscita per Sellerio del nuovo romanzo, il quinto, con Schiavone: “S’intitola 7/7/2007, una data importante nella vita del vicequestore. E’ un flashback, spiega molte cose su questo personaggio, un pezzo della sua vita misteriosa, una storiaccia del passato che deve tirare fuori”.

E il finale con sorpresa di ‘Cristian e Palletta contro tutti’ ricorda un po’, nell’intento di Manzini, ‘Giorni felici’ di Beckett.

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Blogger: Fabio Mina

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