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ROMA. Inflazione eurozona all’ 1,5%. Italia lima stima a 1,0%

A febbraio l’inflazione dell’Eurozona ha invertito la rotta segnando un tasso tendenziale dell’1,5% contro l’1,4% di gennaio, e a fronte di un’ Unione Europea con l’indice dei prezzi a +1,6%. Viene interrotta così la serie di ribassi registrata da novembre 2018 che tanto preoccupa la Bce. In Italia l’Istituto Nazionale di Statistica ha rivisto al ribasso le stime di febbraio portandole a 1,0% da 1,1%, il dato resta comunque in crescita rispetto allo 0,9% di gennaio, e porta a un’inflazione acquisita per l’anno in corso di +0,2%. L’Italia resta, insieme alla Spagna, fra i paesi con l’indice dei prezzi più freddo, appena sopra il Portogallo, (+0.9%), Cipro, Grecia e Croazia (+0,8%) e l’Irlanda, fanalino di coda (+0,7%); distante comunque da Francia (+1,6%) e Germania (+1,7%). In Europa come in Italia, i prezzi dell’energia, degli alimentari, di vini e tabacchi, sono le voci che hanno spinto in su i prezzi. In Italia a spingere sull’inflazione sono i prodotti di largo consumo (il cosiddetto “carrello della spesa”) fra questi accelerano i prezzi di beni alimentari (+1,7%), e per la cura della casa e della persona che passano da +0,6% a +1,6%. In particolare, come spesso accade in inverno a causa delle gelate, schizzano i vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (da +6,4% a +18,4%). Tra i servizi accelerano i prezzi del Trasporto ferroviario passeggeri (da +3,8% a +6,6%). In crescita anche i beni energetici (+4,1% tendenziale a febbraio rispetto al +3,8% di gennaio) e in particolare aumentano gli energetici non regolamentati che si portano dal +0,3% al +0,8% tendenziale con un aumento congiunturale dello 0,6%. Continua ancora il calo dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (da -2,0% a -4,8%) a causa soprattutto della marcata riduzione dei servizi di connessione internet (da -3,2% a -17,0%). Guardando poi alle città capoluogo o con più di 150.000 abitanti il maggior aumento dei prezzi si è registrato a Bolzano e a Bologna (+1,5% per entrambe), seguono Modena e Verona (+1,4% per entrambe). Sopra la media anche Catania, Palermo, Roma e Torino (+1,1%). In linea Milano, Napoli e Padova (+1,0%). Fra le città sotto la media nazionale Trento (+0,8%), Cagliari (+0,6%) e Firenze che nonostante i turisti è il capoluogo italiano con una crescita dei prezzi più contenuta (+0,3%). In deflazione Venezia, dove si registra addirittura una variazione negativa (-0,3%) con i prezzi in calo nonostante il Carnevale.

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