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ROMA. Fondi europei, l’Italia arranca…

L’Italia arranca ancora sull’utilizzo pieno dei fondi Ue, nonostante l’impegno profuso negli ultimi anni su questo fronte particolare. Ad esempio, ha ricordato ieri l’Eurispes parlando della programmazione 2007-2013, sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) il tasso di attuazione del Belpaese è arrivato a un risicato 45%, evidenziando “un ritardo cronico nei confronti degli altri paesi membri”, il cui dato medio è stato pari al 60,8%.
Il dato, ha sottolineato l’Eurispes, è distante anni luce dalla capolista Lituania (80,1%), anche se c’è chi ha fatto peggio di noi.

Come la Croazia, ferma al 22%, ma con molte scusanti, visto che la sua ammissione nell’Ue risale all’anno scorso; e la Romania, ferma al 37%. La situazione non migliora se si analizza il tasso di attuazione dei fondi erogati per l’Obiettivo Convergenza – che nel nostro Paese riguarda 5 Programmi operativi regionali (Por) e 2 Programmi operativi nazionali (Pon) – che coinvolgono Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata (anche se quest’ultima ammessa solo a titolo transitorio, visto che il suo Pil pro-capite è superiore al 75% della media Ue-25, ma ancora inferiore rispetto al 75% di Eu-15). In questo ambito la Sicilia è la regione italiana che ha ricevuto lo stanziamento più cospicuo, oltre 4,3 miliardi, di cui 3,27 provenienti dal Fesr e i restanti erogati dal Fondo sociale europeo (Fse), mentre il budget a disposizione della Campania è lievemente al di sotto della soglia dei 4 miliardi.
La Puglia invece ha usufruito di oltre 3,2 miliardi, la Calabria di oltre 1,9 miliardi e la Basilicata di 430 milioni di euro. Il grado di inefficienza dell’Italia nell’utilizzazione dei fondi Ue, ha evidenziato ancora l’Eurispes, potrà provocare danni ingenti a partire dal prossimo anno, quando l’Ue non sarà più vincolata a erogare i fondi che aveva impegnato per la programmazione 2007-2013. In particolare, si spiega, dei 27,92 miliardi di euro stanziati dall’Ue nel periodo 2007-2013, la spesa certificata operata dall’Italia e dai suoi Enti locali (tramite i Pon e i Por) è ammontata a 13,53 miliardi di euro, il che significa che ben 14,39 miliardi devono essere spesi entro la data limite, pena il disimpegno automatico di tali risorse. E ciò significa che ad oggi è stato speso meno della metà delle risorse disponibili.

 

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