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ROMA. Fondazioni liriche: Corte Conti, criticità ma bene riforma

La “perdurante crisi del settore”, ma anche “i primi risultati positivi da ricondurre alle disposizioni del dl Valore cultura”, adottato dal governo ad agosto 2013: è quanto dalla Relazione della Corte dei conti sui rendiconti 2013 delle Fondazioni lirico-sinfoniche. La riforma ha assoggettato 8 delle 14 Fondazioni (Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Maggio musicale fiorentino, Massimo di Palermo, Comunale di Bologna, Lirico di Trieste, Carlo Felice di Genova e Petruzzelli di Bari) a piani di risanamento per riequilibrare i conti. La Relazione della Corte dei conti pone in evidenza come le 14 Fondazioni, “pur nella specificità di ciascuna, presentino costi strutturali eccessivi, soprattutto se rapportati ai ricavi propri spesso modesti, da biglietteria e abbonamenti e da sponsorizzazioni e partecipazione di privati (costituisce un’eccezione la Scala di Milano) e dipendano dai contributi di Stato, Regioni ed Enti locali in misura elevata (dal 55 al 65 per cento del valore della produzione per i teatri di Napoli, Torino, Venezia e Trieste), o comunque troppo elevata (dal 73 all’86 per cento per i teatri lirici di Bari, Bologna, Genova, Cagliari, Firenze, Roma e Palermo)”. Fanno eccezione, di nuovo, “la Scala, l’Arena di Verona e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma per i quali i contributi pubblici rappresentano dal 30 al 45 per cento del valore della produzione”. La crisi economica, evidenzia ancora la Corte, ha portato “a una riduzione degli apporti dai bilanci pubblici, in particolare degli Enti locali, che continuano ad avere però un peso ‘politico’ predominante all’interno della governance delle Fondazioni”. Criticità che “appaiono stridenti se confrontate all’enorme prestigio di cui gode l’Opera italiana nel mondo”. La Corte ritiene “auspicabile il massimo impegno delle Fondazioni per una più forte penetrazione a livello internazionale delle produzioni italiane, quasi sempre di altissima qualità, mentre suggerisce la ricerca di un migliore equilibrio fra nuove produzioni e repertorio nell’offerta teatrale italiana”. “Le nuove riforme, quella del 2013, o l’introduzione dell’Art bonus nel 2014 per favorire maggiori contributi dai privati – sottolinea ancora la Corte dei Conti – costituiscono un’importante occasione per verificare se il sistema lirico-sinfonico italiano, in ultima analisi, possa sostenere la presenza di 14 fondazioni”.

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Blogger: Fabio Mina

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