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ROMA. La finanza smantella il distretto del falso governato dalla Camorra

Un vero e proprio distretto industriale del falso sul quale la camorra vigilava con attenzione, 120mila articoli falsi sequestrati, laboratori, sartorie e magazzini scoperti, 11 persone denunciate per associazione a delinquere: partendo da venditori ambulanti irregolari che vendono i prodotti sulle spiagge del litorale romano, i finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno ripercorso a ritroso la filiera distributiva individuando i vertici dell’organizzazione e smantellando l’intero distretto. Intanto scattano i controlli a tappeto voluti dal ministro Alfano contro l’abusivismo sulle spiagge.
“Oggi abbiamo avuto un grande risultato, la nostra intuizione era giusta” afferma il ministro dell’Interno Angelino Alfano commentando l’operazione della Guardia di Finanza. “Con l’operazione di oggi si è risaliti al vertice della filiera del mercato del contraffatto, partendo proprio dai venditori ambulanti irregolari. Il mercato del contraffatto è un vero e proprio mercato parallelo che raggiunge, talvolta, un alto livello industriale e che spesso rappresenta uno dei principali rami d’affari della criminalità organizzata”. Dunque “lotta dura alla contraffazione, nel rispetto dell’estro e dell’ingegno del nostro made in Italy” ribadisce il titolare del Viminale ricordando che proprio in questo senso deve esser letta la direttiva ‘Spiagge sicure’ inviata l’8 agosto a prefetti e questori affinché rafforzino i controlli sulle spiagge.
La banda scoperta dalla Gdf, composta da 11 persone e con proprie basi operative a Napoli, Arzano, Acerra e Melito di Napoli, era organizzata con una gerarchia piramidale con a capo sei imprenditori e si serviva di laboratori clandestini e di alcune sartorie artigianali per la produzione di capi taroccati dei più importanti marchi. Efficiente e capillare era la rete di distribuzione che, grazie a diversi depositi intermedi, alimentava le bancarelle ed i negozi del Sud Italia e di Roma.
Punto di forza dell’organizzazione, secondo le indagini della Gdf, era la disponibilità di manodopera super specializzata, formatasi in anni di lavoro, in grado di confezionare prodotti dalla qualità impeccabile, cui mancava soltanto la licenza della “casa madre”. Nel corso delle perquisizioni locali sono stati rinvenuti oltre 120 mila pezzi – tra pantaloni, jeans, calzature, tomaie ed accessori vari taroccati – 41 macchinari di ultima generazione, carrelli industriali e stampi e individuati 20 lavoratori in nero. Da capogiro il volume d’affari dell’ organizzazione che si avvaleva anche dei sistemi elettronici di pagamento e concedeva linee di credito ai clienti considerati particolarmente affidabili. I prezzi erano assolutamente allettanti: basti pensare che, per l’ultima ‘collezione primavera-estate’, si andava dai trenta euro del pantalone Gucci ai cinquanta euro del richiestissimo ed ambito modello ‘Interactive’ delle scarpe Hogan.
I sequestri nel napoletano non sono i soli effettuati nella giornata di oggi nell’ambito della lotta alla contraffazione. A Venezia i carabinieri, nei pressi di San Marco, hanno segnalato 13 immigrati – tutti regolari – e sequestrato tra l’altro un centinaio di borse. Due depositi con cinquemila capi di abbigliamento, occhiali, borse e accessori falsi sono stati invece individuati e sequestrati dalla Gdf a Comacchio e Lido Spina, nel ferrarese, mentre tre furgoni carichi di merce e diretti verso le località balneari sono stati sequestrati a Ferrara. Altri diecimila articoli “taroccati” – tra borse, occhiali, bigiotteria, cuffie stereo e cover per telefoni cellulari – sono stati sequestrati dai Carabinieri di Rimini questa mattina a Torre Pedrera, nella zona nord della città. I prodotti, rivenduti al dettaglio, avrebbero fruttato circa centomila euro. Una quarantina di venditori abusivi erano già pronti a scendere in spiaggia ma quando hanno visto i militari sono scappati abbandonando la merce. In alcuni casi, borse e capi di abbigliamento, imitazioni di note griffe, erano senza marchio che sarebbe stato applicato in un secondo momento con la colla o con adesivi. E ha tentato di fuggire anche l’ambulante che, per sottrarsi ai controlli a Peschiera del Garda, cercando di rifugiarsi all’interno di un complesso turistico ha travolto una bimba tedesca di 8 anni causandole la frattura di un braccio.

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