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ROMA. Febbre del Nilo. Rezza: “In Italia la stagione più intensa degli ultimi anni”

Quella di quest’anno è stata “indubbiamente una stagione molto intensa, la più forte degli ultimi anni per l’Italia”. A dirlo è l’epidemiologo Gianni Rezza, dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), commentando i dati europei sulla Febbre del Nilo occidentale, pubblicati dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc).
“E’ iniziata precocemente a luglio, quando di solito abbiamo picchi ad agosto e settembre. Probabilmente – osserva – il caldo umido di questa estate, accompagnato dalle frequenti piogge, ha creato un terreno favorevole per la crescita delle zanzare”.
L’infezione è tornata nelle zone in cui era già endemica, cioè Emilia Romagna e Veneto, oltre alla Sardegna, dove però i focolai sono stati più piccoli rispetto alla Pianura Padana. “La novità è l’estensione verso Ovest – prosegue Rezza – cioè verso la Lombardia, parte del Piemonte e Liguria, anche se la zona più colpita rimane comunque la Pianura Padana orientale”.
Ormai il virus della Febbre del Nilo è “endemico da 10 anni in Italia, probabilmente è stato portato dagli uccelli migratori e trasmesso dalle zanzare. Quest’anno l’influenza del clima ha avuto un impatto importante per la circolazione del virus non solo in Italia, ma anche in Europa, soprattutto in Paesi come Serbia, Grecia e Romania, che hanno avuto un alto numero di casi. Credo ne avremo ancora fino a ottobre, anche se con una progressiva diminuzione dei casi, visto che il caldo continua”.

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