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Luca Pani
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ROMA. Epatite C: Pani, “non illudere malati”

Il Direttore Generale dell’AIFA, Luca Pani, richiama ad ”una maggiore attenzione e responsabilità nella comunicazione su temi di salute pubblica particolarmente delicati che riguardano migliaia di malati, come quello dei nuovi farmaci per il trattamento dell’epatite C”: il riferimento e’ l’annuncio della Regione Toscana sulla disponibilita’ del farmaci per l’epatite C a tutti i pazienti con i nuovi farmaci, contestando le cifre diffuse e la legittimita’ del provvedimento. 

“Questo gioco sul farmaco per la cura dell’Epatite C è inaccettabile – afferma Pani – perché mette a rischio la somministrazione di questi farmaci in tutta l’Italia oltre che il rispetto di accordi internazionali. Ci sono 40.000 persone che aspettano e molte altre che avranno accesso nei prossimi mesi a tutta una serie di farmaci già approvati dall’AIFA. Non si giochi sulle risorse perché le Regioni saranno rimborsate trimestralmente e lo sanno. Personalmente ho delle grosse perplessità sulla legittimità di queste dichiarazioni”.

Pani riguardo alle cifre spiega: ”un costo medio di 30.000 per 26.000 pazienti assomma a 780 milioni di euro e non a 95 nel triennio 2015-2017 come sostenuto dalla Regione Toscana, alla quale consiglierei di controllare i moltiplicatori prima di illudere i malati”. 

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Blogger: Fabio Mina

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Un commento

  1. Triste dire che abbiamo pagato il 50% dei ns stipendi per sentirci dire quando abbiamo bisogno che non ci sono posti nelle scuole materne, ne’ soldi per le cure, ne’ che i ns laboratori hanno pagato baroni universitari per sorridere ai politici fantocci. Gli italiani come al solito si devono arrangiare, e come il Belgio, dove hanno fatto a meno del governo per anni, noi, di fatto, non lo abbiamo mai avuto!
    Ora, volete curarvi dall’epatite C senza aspettare, senza dare soldi fino ad avere la certezza di ricevere le attenzioni mediche del caso? Leggete sotto.
    A proposito della cura per l’epatite C. Ho la possibilita’ di offrire una cura all’estero ad un prezzo ragionevole utilizzando il nuovo farmaco in questione.
    Per sgombrare il campo da sospetti, non chiedo soldi fino a che la persona non sara’ visitata da un medico in un ospedale pubblico, anche allora, potra’ decidere di non procedere e non paghera’ nulla.
    In quanto trattasi di questione legate alla privacy, invito le persone che non sono in cura in Italia, e che cercano un’alternativa, a scrivermi alla casella ferrarigino44[lumaca]gmail.com. Riceverete una prima risposta, a cui seguiranno tutte le delucidazioni che riterrete necessario sapere.
    Non e’ una vendita su internet, ne’ in strutture private, ma tutto viene svolto in un ospedale pubblico.
    Spero che dopo tanti tentativi di diffondere questa opportunita’, possa aver trovato un sito disposto a parlare di un problema gravissimo.
    L’alternativa esiste, all’estero, fatevi un soggiorno di 10 giorni e ritornerete con una diagnosi ufficiale ed i farmaci per la cura.
    Un Cordiale Saluto, Gino.

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