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ROMA. Da ospedali a emergenze, in Italia mancano gli infermieri

Da quelli che affiancano i militari a chi assiste i disabili gravi a domicilio: passa in rassegna i mille compiti di una professione sempre più diversificata, ma in allarme rosso per la carenza di organico, la carrellata di 130 immagini con cui si celebra, il 12 maggio, la Giornata Internazionale dell’Infermiere.
“La sanità non funziona senza infermieri” è lo slogan scelto quest’anno della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), che conta oltre 450mila iscritti. Le immagini raccolte da tutta Italia e pubblicate sui canali social mostrano le tante attività che vedono gli infermieri protagonisti, e che vanno ben oltre il consueto scenario di ospedali e case di cura. Esercitano, infatti, la loro professione nelle scuole, nei centri antiviolenza e nei penitenziari; coordinano il processo di donazione di organi; utilizzano strumenti tecnologici all’avanguardia; gestiscono interi reparti, spingendosi fino a situazioni di emergenza.
“Mostrare concretamente ciò che svolgiamo, nella quotidianità è la migliore risposta a posizioni che non tengono conto dei progressi intervenuti negli ultimi anni”, dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi. Per far fronte alle sfide di una società sempre più anziana, prosegue, “servono modelli di assistenza basati su una nuova figura dell’infermiere specializzato, tutelato per il lavoro che svolge”. Ma, soprattutto, è necessario superare le carenze di organico, oggi allarmanti. “E’ dimostrato che la presenza di un infermiere ogni 6 pazienti allunga la vita di questi ultimi”, spiega Tonino Aceti, portavoce Fnopi, “ma questa cifra è ben lontana da quelle italiane, dove, il rapporto infermieri-pazienti era nel 2017 di uno a 9 nelle Regioni con l’assistenza migliore e arrivava fino a uno a 17 in Campania”. Senza contare chi uscirà con ‘Quota 100’, infatti, prosegue, “ci sono circa 30.000 infermieri in meno rispetto alle necessità. E diventeranno 58.000 in meno nel 2023; circa 71.000 in meno nel 2028 e quasi 90.000 in meno nel 2033”.
In occasione del 12 maggio, giorno in cui ricorre la nascita di Florence Nightingale, la fondatrice dell’Infermieristica moderna, in tutta Italia sono state organizzate decine di iniziative per rafforzare il legame con i cittadini: da incontri per la prevenzione a corsi per insegnare manovre salvavita, fino a concerti e spettacoli. La giornata, però, è anche occasione per rivendicazioni di categoria. Ieri il sindacato Nursing up, ha portato in strada gli infermieri in 10 città italiane contro il demansionamento e per chiedere un cambio di rotta alle Aziende sanitarie che non assumono sufficiente personale. Oggi invece è la volta del Nursind, che chiede pari diritti contrattuali con i medici. “La valorizzazione della nostra professione sanitaria – spiega il segretario Andrea Bottega – passa per il riconoscimento di un’area separata di contrattazione e un’indennità di esclusività”.

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