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ROMA. Cresce infiltrazione, +56% interdittive antimafia

La criminalità organizzata affonda sempre di più le proprie mani negli appalti a fronte di un boom delle commesse pubbliche nell’ultimo anno, continuamente minacciate anche dal fenomeno della corruzione. La fotografia è quella dell’Anac, che con le 573 interdittive antimafia emesse dalle prefetture nel 2018, segnala un +56,5% di questo tipo di provvedimenti rispetto al 2015. Dati che il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha definito come “un segnale di quanto le organizzazioni criminali stiano infiltrando l’economia legale”. Un business che continua ad attrarre, viste le cifre in crescita sugli appalti, che nel 2018 – riguardo alle commesse di importo pari o superiore ai 40mila euro – hanno raggiunto il valore complessivo di 139,5 miliardi di euro. Il dato segna un record storico, registrando un aumento della domanda del +5,3% e un aumento del +38,7% rispetto alla flessione negativa del 2016. L’aumento della domanda ha coinvolto in particolare il settore dei lavori (37,8%), soprattutto per alcuni rilevanti appalti relativi alla realizzazione di linee ferroviarie ad alta velocità. Ad incombere sul boom degli appalti non sono solo le mafie. Preoccupa anche la corruzione: dal 2014 al 2018 sono state formulate 43 richieste di commissariamenti per vicende giudiziarie di matrice corruttiva e di alterazione delle procedure di affidamento delle commesse pubbliche. Tra i principali commissariamenti Anac per vicende corruttive dal 2015 a oggi ci sono quelle legate all’Expo di Milano, al consorzio Venezia Nuova (per la realizzazione del Mose, ndr), al consorzio Cociv (per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Genova), all’Ospedale israelitico di Roma, al Cara di Mineo, al Sei Toscana, più alcuni appalti coinvolti in Mafia capitale (il servizio di raccolta dei rifiuti organici e quello di raccolta differenziata nelle mense di Roma Capitale). Nel 2018 sono invece raddoppiate le segnalazioni di whistleblowing, ovvero le denunce, di solito anonime, presentate dal dipendente di un’azienda alle autorità pubbliche, di attività non etiche o illecite commesse all’interno dell’azienda stessa. Dall’analisi dei dati statistici, che inizia nel 2014 fino al 2018, risulta evidente la crescita esponenziale delle segnalazioni whistleblowing inviate all’Anac, in particolare nel 2018, anno in cui è entrata in funzione la piattaforma informatica. Relativamente all’organismo nel cui ambito è effettuata la segnalazione, nel 2018 si registra una prevalenza di denunce provenienti dagli enti territoriali, seguiti dalle amministrazioni ed enti pubblici in generale, nonché dalle aziende sanitarie e ospedaliere.

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