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ROMA. Coronavirus: ora il virus è in Italia. Quarto paese in Europa

L’Italia è il quarto paese sul territorio europeo, se si considera anche la Gran Bretagna, ad avere una trasmissione locale del Sars-CoV-2. Lo scrive il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) nell’ultimo risk assessment, secondo cui il rischio di contagio rimane comunque basso. I CASI IMPORTATI IN EUROPA: al 20 febbraio la Germania aveva notificato 16 casi, di cui due importati e il resto secondari; i casi importati sono tutti riconducibili ad un dipendente della casa automobilistica Webasto, in Baviera, a sua volta contagiato da una dirigente cinese in viaggio d’affari; la Francia 12 (5 importati, 7 secondari e un morto); la Gran Bretagna 9 (di cui uno solo importato); l’Italia 3 (i due turisti cinesi e l’italiano rientrato da Wuhan che oggi è stato dichiarato guarito) ai quali si aggiungono i 16 casi di oggi tra Lombardia e Veneto e per i quali si attendono i test definitivi; la Spagna 2; Belgio, Finlandia e Svezia uno. IL RISCHIO RIMANE BASSO “Il rischio di infezione da Sars-CoV-2 per le persone in Ue e Gran Bretagna è considerato basso – scrivono gli esperti nell’ultimo ‘risk assessment’ -. Questo giudizio si basa su due fattori: visto che tutti i casi riportati in Ue hanno un’origine epidemiologica chiaramente definita, la probabilità di trasmissione è considerata molto bassa. Tuttavia l’impatto di una o più infezioni che dovessero dar vita a una trasmissione sostenuta potrebbe essere da moderato ad alto, soprattutto per gli anziani con altre malattie preesistenti, visto che gli esiti sono più gravi per questa categoria di persone”. NEL MONDO IL 55% DEI CASI È A TRASMISSIONE LOCALE Secondo una elaborazione della Fondazione Gimbe su dati Oms al 19 febbraio il 55% casi (299/382) confermati negli altri paesi non ha storia di viaggi in Cina. Negli Usa ad esempio sono 2 su 15, in Canada ce n’è uno su cui sono ancora in corso le indagini, mentre in Corea del Sud su 104 totali sono 72. IL SISTEMA GLOBALE DI SORVEGLIANZA a seguito dell’epidemia l’Oms ha messo in piedi il Global Surveillance System, una struttura dedicata a raccogliere le informazioni sulle nuove infezioni in tempo reale. “Secondo l’International Health Regulations (Ihr) del 2005 tutti gli stati membri devono riportare immediatamente ogni caso confermato di Covid-19 e, entro 48 ore, fornire informazioni sulla storia clinica, epidemiologica e di viaggio con un modello standardizzato.

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