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ROMA. Da Campriani a Bebe Vio, Collari d’oro a meglio gioventù

“Il futuro è dalla parte dello sport, di quello italiano in particolare”. E’ la convinzione del presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel giorno in cui al Coni va in scena la tradizionale cerimonia di consegna dei Collari d’Oro, la massima onorificenza dello sport italiano. Nel salone d’onore del Palazzo H sfilano tra gli altri i campioni olimpici e paralimpici di Rio 2016, “atleti che hanno reso in modo particolare orgoglioso il nostro paese” spiega Malagò, parlando di “emozioni e trionfi” caratterizzati da un “ricambio generazionale determinante rispetto a quelle che erano state le medaglie ottenute a Pechino e Londra”.

“È significativa una così formidabile diminuzione dell’età media sia per ciò che riguarda gli ori sia per gli altri piazzamenti sul podio, senza dimenticare anche quelli che sono arrivati nei primi otto” sottolinea il presidente del Coni nel discorso di apertura, prima di congratularsi con tutta la meglio gioventù dello sport italiano. Unici assenti tra i premiati il ciclista Vincenzo Nibali, il judoka Fabio Basile e il nuotatore Gregorio Paltrinieri. “Anche io, come Fabio e Greg, ho la febbre ma sono sopravvissuto” scherza Niccolò Campriani al momento della premiazione, dando poi vita a un simpatico siparietto col portiere della Nazionale e della Juventus, Gigi Buffon, che confessa di aver letto il libro scritto dal campione olimpico di tiro a segno. “L’ho finito un mese fa, ma per me la paura ce l’hai sempre, è inutile dire che non si prova quando ci sono eventi importanti – le parole di Buffon -. La cosa importante però è trovare il coraggio per battere quella paura, è questo il vero stimolo”. Col sorriso la replica di Campriani: “Gigi lo hai letto te, mentre Petra (Zublasing, sua compagna e collega, ndr) ha letto solo il capitolo che la riguarda. Per quanto riguarda il futuro, al 99% a Tokyo 2020 si concretizzerà questa possibilità di fare una gara a coppie, un uomo e una donna, e noi siamo pronti. A Buffon però lo invitiamo al poligono, e non è che noi tiriamo e lui para…”.

Sorriso e buonumore caratterizzano anche Bebe Vio, pronta a voltare pagina dopo un 2016 “bellissimo, che mi ha regalato emozioni straordinarie come quelle vissute a Rio. Ma il prossimo anno il mio obiettivo sarà crearmi una vita oltre lo sport”. “Ogni quattro anni c’è l’Olimpiade e la missione per me sarà vincere anche a Tokyo, ma ora voglio avere una vita normale – confessa la campionessa paralimpica della scherma -. Vado a vivere da sola e inizierò a lavorare. E’ bello vincere alle Olimpiadi ma credo che oltre lo sport ci sia una vita, che per me significa anche continuare gli studi, andare all’università”.

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