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ROMA. Bimbo con 2 mamme: Famiglie Arcobaleno, “grazie ai giudici”

Ancora una volta, in Italia, è la magistratura a dover ristabilire principi di civiltà e giustizia: è il commento dell’associazione Famiglie Arcobaleno, che accoglie “con gioia e soddisfazione” la sentenza d’appello di Torino sul bimbo figlio di due mamme, perché “riconosce il diritto di un minore ai suoi legami familiari”.
“Ci chiediamo – afferma la presidente Giuseppina La Delfa – per quante volte ancora ci sia bisogno dell’intervento dei magistrati e di assurde trafile burocratiche per avere ciò che spetta a qualunque bambino e bambina: il diritto a vedere riconosciuti dall’ordinamento quelli che sono di fatto i suoi genitori. Ancora una volta i giudici svolgono un ruolo di supplenza, nell’interesse superiore dei minori, per una classe politica che finge di non vedere o, peggio, che strumentalizza la famiglia, negando a qualcuno quelli che dovrebbero essere diritti inalienabili, per il proprio mero tornaconto di potere o peggio, forse, per ignoranza, superficialità e cecità”.
Questa sentenza, per La Delfa, “è frutto ancora una volta dell’intelligenza e del cuore di giudici che non hanno dubbi sul fatto che un minore nato dal desiderio di due persone dello stesso sesso sarà più protetto, più sicuro, più tutelato nei suoi affetti e nei suoi beni in un legame indissolubile riconosciuto e scritto dalla legge. E’ quello che migliaia di figli e figlie di genitori omosessuali aspettano ormai da anni”.
Famiglie arcobaleno fa appello alle Camere e al governo “per colmare al più presto un vuoto legislativo lesivo della dignità delle nostre famiglie, lesivo della sicurezza e del benessere di milioni di cittadini italiani omosessuali e transessuali”.“La sentenza della Corte d’appello di Torino sconcerta perché si pone in evidente contrasto, letterale e sostanziale, con la Carta costituzionale. Si possono cambiare le cose anche se codificate nella Costituzione ma servono leggi e non sentenze. La decisone della Corte d’appello tuttavia non stupisce perché ripropone il vizio tipico della anomalia giudiziaria italiana, quello di una ricorrente creatività rispetto alla quale oggi non operano freni o inibizioni. Essa cioè ripropone i temi della responsabilità e dell’autogoverno della magistratura in un paese bloccato anche dalla imponderabilità della interpretazione delle norme. Anche quando dovrebbero essere semplici e certe come in questo caso. Ancor più quando sono complesse come in molti altri casi”. Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori di Area popolare, Maurizio Sacconi. “La decisione della sezione famiglia della Corte di Appello di Torino è l’ultima follia creativa, logica e giuridica, di magistrati che scavalcano la nostra Costituzione e le nostre leggi per sostenere l’insostenibile”.
Lo afferma il senatore Carlo Giovanardi.
“Secondo quei magistrati infatti, contrariamente da quanto aveva correttamente deciso il Tribunale, un bambino, nato da una donna, sposata e poi divorziata in Spagna con un altra donna, grazie al materiale genetico di un uomo che è il padre, nel suo superiore interesse dovrebbe aver trascritto l’atto di nascita in Itali, risultando come nato da due madri. In un colpo solo cosi si riconoscono matrimoni gay contratti all’estero, si cancella il ruolo del padre, i suoi doveri e i diritti del bambino nei suoi confronti, mentre una donna, che non ha partorito il bambino e non ha nessun rapporto con lui (e ha divorziato dalla madre) diventerebbe per legge in Italia l’atra madre. In attesa che la Cassazione cancelli questo obbrobrio, diventa sempre più urgente l’approvazione della legge sulla responsabilità civile dei magistrati”, conclude.

 “A Torino si è fatta la storia: la Corte d’Appello ha ribaltato il giudizio di primo grado e ha riconosciuto la trascrivibilità dell’atto di nascita di un bambino nato in Spagna con fecondazione assistita eterologa da una donna spagnola e una italiana, entrambe riconosciute come mamme dalla legge spagnola, oggi divorziate. E’ un grande passo verso l’abbattimento dei paradossi tra i diversi ordinamenti europei e verso il riconoscimento dell’omogenitorialità nel nostro paese: mentre qualche mese fa il Tribunale di Roma ha concesso l’adozione del figlio della compagna ad una donna lesbica, questa è la prima volta che in Italia viene riconosciuta la doppia maternità fin dalla nascita”. Questo il commento del senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice.
Dal 2014 anche il parlamentare dem e suo marito Michele Giarratano sono ‘genitori arcobaleno’.
“Fuori dalle sale convegni dove si affronta la questione della ‘difesa della famiglia naturale’ ci sono i figli delle coppie omosessuali in carne ed ossa, ed è proprio sul preminente interesse del minore che si fonda la storica decisione della Corte d’Appello di Torino. Adesso – conclude Lo Giudice – si passi presto dalle aule di tribunale a quelle parlamentari per colmare una anacronistica lacuna normativa che impone ai giudici un ruolo non più evitabile di supplenza alle inadempienze del legislatore”, conclude.l Comune di Torino ha interpellato la Prefettura “ai fini di un chiarimento dell’Organo di Governo”. Lo precisa in una nota l’amministrazione comunale del capoluogo piemontese in merito alla richiesta di trascrizione dell’atto di nascita di un bambino noto in Spagna grazie alla fecondazione eterologa e registrato per la legge locale come figlio di due madri.
La richiesta di chiarimenti, precisa ancora il Comune di Torino, “è prassi nei casi in cui è necessario approfondire l’interpretazione delle norme, essendo gli enti locali delegati semplicemente a eseguire e applicare le norme di Stato Civile”.

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Blogger: Fabio Mina

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