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ROMA. 8 marzo: Lorenzin, “donne a vertici in Sanità ancora pochissime”

Nei ruoli apicali del mondo sanitario ”purtroppo le donne sono ancora pochissime, ma spero che la nuova legge che ho istituito sulla nomina dei manager in sanità, finalizzata a premiare il merito, possa vedere protagoniste più donne”. E’ l’auspicio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della presentazione al ministero delle iniziative in programma per la Giornata per la salute della donna che si celebrerà il 22 aprile.

”Le ragazze laureate in Medicina sono molte di più dei ragazzi così come è maggiore il numero di donne medico, ma le donne nei posti apicali della Sanità ancora sono in pochissime – ha sottolineato Lorenzin – mentre una maggiore loro presenza in ruoli dirigenziali si registra nel settore dell’industria farmaceutica”.

secondo i dati presentati dal ministero, infatti, su un totale del personale medico pari a 109.682 unità, il 40,5% è rappresentato da donne, ma poche sono appunto quelle ‘ai vertici’. I settori dove più forte è la presenza femminile sono la neuropsichiatria infantile (73,3% donne), la pediatria (63,7%) e la genetica medica (58,3%). Il numero minore di specialiste donne si registra, invece, per la chirurgia generale (17,9%), ortopedia traumatologica (10,9%), urologia (10,7%) e chirurgia maxillo-facciale (9,8%). Nella sanità, le donne sono anche quelle che più di frequente hanno un incarico a tempo determinato: le assunzioni a tempo indeterminato sono infatti pari 65.021 tra i professionisti uomini e 44.370 tra le donne. 

In Italia ”non c’è un diritto ‘mancato’ rispetto all’interruzione volontaria di gravidanza (ivg)”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, interpellata in merito al ricorso all’ivg nel nostro Paese.

”Non c’è alcun diritto non rispettato. C’è al contrario – ha sottolineato il ministro a margine della presentazione al ministero delle iniziative in programma per la Giornata per la salute della donna che si celebrerà il 22 aprile – un monitoraggio costante in tutte le regioni ed una relazione annuale al Parlamento, che ci dice che sono in diminuzione le ivg in Italia, è ciò anche grazie al lavoro dei consultori”.

Gli interventi di ivg, ha chiarito, ”sono effettuati nei giorni consentiti e ci sono solo rarissimi casi di sovraffollamento di singole strutture dovuti a motivi organizzativi”. I medici obiettori di coscienza, ha concluso Lorenzin, ”sono aumentati nel numero, ma sono diminuite fortemente le ivg; quindi il dato è assolutamente in equilibrio”.

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Blogger: Fabio Mina

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