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RIVAROLO. Rinviato a giudizio candidato lista Riparolium. Domenico Barbuto accusato di appropriazione indebita aggravata

Sopraffatto dai debiti. Invischiato in una serie di difficoltà lavorative. Ma intanto impegnato nella vita associativa locale. Componente del direttivo del Rivarolo Volley e candidato, nel maggio del 20140, nella lista “Riparolium” di Martino Zucco Chinà. Domenico Barbuto, 48 anni, è un personaggio conosciuto nella cittadina altocanavesana, dai mille interessi. E dalla fedina penale che rischia di non essere proprio immacolata visto che, nei giorni scorsi, è stato rinviato a giudizio. Una ferita che si riapre, dunque, viste le polemiche che avevano costellato il panorama amministrativo del dopo Bertot, di cui Chinà si proponeva come successore difendendo a spada tratta la moralità dei propri candidati. Barbuto dovrà rispondere del reato di appropriazione indebita, con l’aggravante di abuso di relazioni d’ufficio, per questioni legate alla sua agenzia di assicurazioni, la snc Ferrando & Verna del gruppo Zurich, con sede in via Reineri.
I fatti sono datati, si riferiscono al mese di ottobre del 2012, ma è nel marzo dell’anno successivo che la socia, Cristina Ferrando (che si è affidata all’avvocato Andrea Bertano e si è ormai allontanata dalla società), si era presentata alla Procura della Repubblica di Ivrea per sporgere denuncia, dopo aver scoperto che Barbuto aveva prelevato la somma di mille euro dal conto della società, sul quale, per legge, dovrebbero confluire esclusivamente i premi assicurativi pagati dai clienti, per trasferirli sul suo conto personale.
“Da tempo i rapporti tra soci sono degenerati – aveva raccontato la Ferrando -, a causa del comportamento di Barbuto, che si trova da anni in stato di dissesto finanziario personale”. Alla scoperta del prelievo Ferrando aveva domandato, immediatamente, spiegazioni. Barbuto l’avrebbe rassicurata, “si tratta di un errore…”, promettendo che avrebbe provveduto subito a restituire il denaro. Invece, non un centesimo è tornato al suo posto.
Barbuto, assistito dai suoi legali Olimpio Graziosi e Mauro Vergano, entrambi del Foro di Torino, dovrà presentarsi in aula il 13 aprile, davanti al giudice Rizzo del Tribunale di Ivrea, secondo decreto di citazioni a giudizio firmato dal Sostituto Procuratore Lea Lamonaca.

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