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RIVAROLO. Pazzo di gelosia, maltrattava la moglie. “Cambierà, cambierà” e invece no

Pazzo di gelosia nei confronti della compagna. Aveva preso a minacciarla, a picchiarla. Ma lei non voleva lasciarlo. “Cambierà – mi diceva – vedrai che col tempo cambierà. E invece non cambiava nulla” ha sottolineano, l’altra settimana in aula, la madre della donna, interrogata nell’ambito del processo, per maltrattamenti, che si sta celebrando di fronte al giudice Ludovico Morello, a carico di P.A. “Ho assistito a diversi episodi – ha raccontato la signora -. Molto grave, secondo me, fu un episodio che avvenne durante le vacanze al mare, a Reggio Calabria. Mia nipote aveva solo quattro mesi, il papà la teneva in braccio, e intanto litigava con mia figlia. Lei gli ha chiesto di darle la bambina, lui gliel’ha gettata come fosse un fagotto. In sedici anni del loro matrimonio non abbiamo mai passato una festa comandata in santa pace. Lui mangiava poco, beveva tanto e per un nonnulla cominciava a urlare. Le prendeva la faccia e gliela stringeva, le metteva le mani al collo. Noi gli abbiamo chiesto di cambiare, abbiamo cercato di fargli capire che stava rovinando il matrimonio. Diceva che lo avrebbe fatto, ma durava quindici giorni, un mese. La insultava: a casa sai cosa ti aspetta, ti aggiusto io, stai zitta”. Per la signora è stato doloroso ricordare le angherie subite dalla figlia: “all’inizio non diceva nulla, portava spesso la sciarpa e se le chiedevamo la ragione di alcuni lividi accampava scuse”. Alla fine, però, la giovane vittima, era riuscita a rifarsi una vita. Nel 2010 aveva conosciuto, per motivi di lavoro, quello che poi sarebbe diventato il suo nuovo compagno. “Inizialmente, dal rapporto di lavoro, era nata un’amicizia – ha raccontato quest’ultimo al Pm Bianco -. Avevamo cominciato ad uscire in compagnia. Una sera P.A. mi ha affrontato, durante uno spettacolo a cui partecipato sua figlia, dicendomi di uscire. Sosteneva avessimo una relazione. All’epoca no, oggi sì”.

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