Home / Dai Comuni / RIVAROLO. Il finto avvocato si difende in aula: “non mi sono mai presentato come tale”
avvocato

RIVAROLO. Il finto avvocato si difende in aula: “non mi sono mai presentato come tale”

“Non mi sono mai presentato come un avvocato ai clienti. Ma sempre e semplicemente come una persona che poteva segnalare dei legali a cui rivolgersi per questioni di carattere finanziario e consulenza”. Sta tutta qui la difesa di Mauro Spedicato, il rivarolese di 56 anni accusato, presso il Tribunale di Ivrea, di esercizio abusivo della professione per aver ingannato decine di clienti prestando loro assistenza legale senza essere mai stato iscritto ad alcun ordine, senza essere abilitato alla professione né aver mai conseguito alcuna laurea. Questo Spedicato ha riferito, davanti al giudice Ombretta Vanini, lunedì mattina, accettando di sottoporsi all’esame. E sarebbe bastato un click per appurare la verità. Sarebbe bastato andare su internet sugli elenchi dell’ordine di Torino o di Ivrea. Il fatto che alla porta del suo ufficio non ci fosse un’insegna, una targa, avrebbe dovuto essere un indizio chiaro… Piccoli accorgimenti a cui le vittime non hanno mai pensato, andando sulla fiducia. Una difesa flebile, quindi, per l’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Mencobello, se si raffronta al numero di testimonianze contro di lui raccolte in aula.

Spedocato, secondo i racconti, si interessava, dimostrava premura e un senso di partecipazione ai guai dei suoi assistiti, facendo leva sul passa parola e sui forum on line. Tutta una messa in scena, secondo la Procura di Ivrea, per guadagnare sulle loro spalle.

C’era l’anziana di Agliè che si era a lui per sbrigare una faccenda relativa ad un’eredità. La ragazza straniera che lo aveva contattato per ottenere la cittadinanza italiana. Un uomo che voleva chiedere l’invalidità per rientrare nelle categorie protette e trovare lavoro perché soffriva di seri problemi di vista. Una dipendente di una casa di riposo che per tramite di Spedicato si era iscritta a due cosi per operatore socio-sanitario, scoprendo poi che erano falsi e finendo col rischiare il posto. Sono solo alcuni dei casi nel fascicolo del Pubblico Ministero.

Il giudice ha rinviato il processo a fine ottobre per la discussione e la sentenza.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

CHIVASSO. Furgone in fiamme in via Ivrea

Furgone in fiamme, questa sera verso le 18,30, in via Ivrea a Chivasso, nei pressi …

CHIAVERANO. “Il cuoco e la bicicletta”, un libro per ricordare Paolo Macrì

Se n’era andato all’improvviso di notte, dopo una giornata di lavoro come tante, trascorsa nella …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *