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RIVAROLO. Consiglio, minoranza garantisce numero legale. Ricciardi: "non rinuncio al gettone"

ANCORA SCONTRO SULLE INDENNITA’. RICCIARDI: “NON RINUNCIO AL GETTONE”
RAIMONDO: “I BUCHI LI AVEVAMO EREDITATI NOI”, ANCORA SCONTRO IN CONSIGLIO
NUMERO LEGALE GARANTITO DALLE MINORANZE
Anche mercoledì pomeriggio numero legale sul filo del rasoio. E’ stata la minoranza, “con senso di responsabilità” come ha voluto sottolineare e mettere a verbale Marina Vittone, a garantire le presenza per lo svolgimento del Consiglio Comunale sul bilancio di previsione 2016, convocato dal presidente Domenico Rosboch alle ore 17 a Palazzo Lomellini. Pubblico tutto sommato numeroso, nonostante l’ora. Meno numerosa la partecipazione della stessa maggioranza consiliare. Soltanto dopo una decina di minuti sono arrivati i rinforzi, con il capogruppo Pd Fernando Ricciardi e l’ingresso di Riccardo Lacchi, subentrato alla dimissionaria Carla Bonaudo.
“Voglio far notare che oggi, se non fosse stato per le minoranze – ha premuto l’attenzione Vittone – il bilancio avrebbe potuto saltare, presentato, oltretutto, nell’ultimo giorno utile”. Un’affermazione talmente palese che Rosboch non se l’è sentita di “ringraziare” ma è andato al contrattacco. “Problemi di famiglia, ingorghi nel traffico, surroghe… sono cose che possono capitare, chiedo di avere pazienza” ha infatti risposto, un po’ seccato.
A tenere banco, in apertura del piuttosto sostanzioso ordine del giorno è stato, ancora una volta, il tema delle indennità. Se Rostagno ha dimezzato il suo stipendio (“dopo le nostre pressioni, a dire il vero” ha voluto aggiungere, anche in questo caso, da grillo parlante, la Vittone), la Giunta non ha fatto passi indietro, a differenza di Rosboch che per il 2016, come per il 2015, rinuncia al suo corrispettivo di 1560 euro l’anno per la carica di Presidente, e degli esponenti delle minoranze che hanno rinunciato al gettone di presenza sia nei consigli che nelle commissioni, con la richiesta che la somma risparmiata sia destinata al sociale.
“E’ una nota dolente benché possa rivolgere un plauso a sindaco e presidente – ha rincarato Vittone -. Ritengo la spesa per la Giunta spropositata per il nostro ente locale”.
Come al solito l’intervento del piddiano Ricciardi non ha fatto altro che mettere in cattiva luce la maggioranza: “ci fosse un fondo lo farei, anche con il mio gettone, ma siccome non mi interessa finire sui giornali, preferisco prenderlo e poi farne cosa voglio”. Tant’è.
Non è mancata occasione di scontro. Ad accendere la miccia il commento di Martino Zucco Chinà di Riparolium: “ho una visione aziendalista: per me andrebbe bene che il sindaco percepisse indennità piena puché questo si traducesse in un dinamismo della città”. Zucco ha però dovuto arretrare di un passo quando il sindaco Alberto Rostagno lo ha messo di fronte al parallelo tra passato e presente: “non avrei voluto intervenire ma se mi sento tirato per la giacchetta… è fuori luogo un commento di questo genere da parte di chi, per anni, è stato qua, e oggi ne vediamo i disastri, e vorrei avesse l’accortezza ed il buon senso di stare zitto. Oltre al fumo, è bruciato anche l’arrosto. Certo, voi avete fatto uscire l’acqua dalle fontane, avete aperto un teatro che non ha funzionato, avete lasciato buchi dovuti ad Asa”.
Se Zucco ha arretrato, ci ha pensato il collega Aldo Raimondo a ribattere con la sua verve ironica e pungente: “se andiamo a vedere i debiti che avevamo ereditato noi – ha provocato, seduto a pochi metri dal vicesindaco ed ex primo cittadino Edoardo Gaetano -, eravamo sui cinque milioni. Invece di fare retorica, andate a vedere e poi vediamo a chi va a discapito il confronto”. Ancora di fronte al parallelo di Rostagno tra i mutui “grazie ai quali i cittadini hanno oggi degli immobili come il centro sportivo” e i debiti “che i cittadini dovranno pagare senza nulla in cambio”, Raimondo ha invitato ad indicare dove, ad oggi, i debiti Asa risultino nel bilancio….

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