Home / Dai Comuni / RIVAROLO. Chiesti due anni di reclusione per il finto avvocato
avvocato

RIVAROLO. Chiesti due anni di reclusione per il finto avvocato

La Procura di Ivrea ha chiesto la condanna a due anni di reclusione per Mauro Spedicato, il finto avvocato di Rivarolo. Le conclusioni sono state formulate ieri pomeriggio (la sentenza arriverà a novembre).

Spedicato, 56 anni è accusato di diversi reati: esercizio abusivo della professione, appropriazione indebita e truffa, per aver ingannato decine di clienti prestando loro assistenza legale senza essere mai stato iscritto ad alcun ordine, senza essere abilitato alla professione né aver mai conseguito alcuna laurea.

L’avvocato difensore Antonio Mencobello ha invece richiesto al giudice Ombretta Vanini l’assoluzione per l’esercizio abusivo ed il minimo della pena per gli altri reati sostenendo che avesse invece tutti i titoli per svolgere la professione non di avvocato ma di consulente. “Mi sono sempre e semplicemente presentato ai clienti – aveva dichiarato lo stesso imputato qualche udienza fa – come una persona che poteva segnalare dei legali a cui rivolgersi per questioni di carattere finanziario e consulenza”.

Nella sua rete, tuttavia, era cascata una decina di persone che si erano rivolte a lui nella speranza di risolvere le proprie beghe. Alla fine si erano ritrovate a bocca asciutta e a dover sostenere spese onerose. C’era l’anziana di Agliè che si era a lui per sbrigare una faccenda relativa ad un’eredità. La ragazza straniera che lo aveva contattato per ottenere la cittadinanza italiana. Un uomo che voleva chiedere l’invalidità per rientrare nelle categorie protette e trovare lavoro perché soffriva di seri problemi di vista. Una dipendente di una casa di riposo che per tramite di Spedicato si era iscritta a due cosi per operatore socio-sanitario, scoprendo poi che erano falsi e finendo col rischiare il posto. Sono solo alcuni dei casi nel fascicolo del Pubblico Ministero, secondo cui sarebbe in realtà bastato un click per appurare la verità. Sarebbe bastato andare su internet sugli elenchi dell’ordine di Torino o di Ivrea. Il fatto che alla porta del suo ufficio non ci fosse un’insegna, una targa, avrebbe dovuto essere un indizio chiaro… Piccoli accorgimenti a cui le vittime non hanno mai pensato, andando sulla fiducia.

Spedicato esercitava la professione di avvocato presso la sua abitazione, veniva contattato attraverso il passaparola ed i forum on line. Si mostrava disponibile ed interessato. Offriva esperienza per i processi più complicati. Negli anni ’90 era già finito nell’occhio del ciclone per una storia di usura, ed era fuggito, per quasi un anno, girovagando per tutta Italia. Nel 2013 era già stato arrestato nella zona di Vercelli con l’accusa di ricettazione ma era riuscito ad ottenere gli arresti domiciliari, da allora si sarebbe reinventato avvocato. Eppure nessuno pareva conoscerlo nell’ambiente della giustizia. A qualche cliente erano cominciati a salire sospetti, ed infatti, dai controlli, il suo nome non risultava affatto negli elenchi di coloro che sono iscritti all’ordine.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

IVREA. Sertoli batte Ballurio: licenziamento giusto… Il Ministero dell’interno gli dà ragione, ma…

S’era rivolta al Capo dello Stato Sergio Mattarella per l’annullamento del provvedimento del 3 marzo …

La macelleria Bertinetto di Rivarolo Canavese

RIVAROLO. Così il virus ha stravolto le vite dei negozianti. Il racconto di Paola della macelleria Bertinetto

Paola De Iudicibus, 51 anni,  lavora da 15 anni col marito Ivo, 52 anni, titolare …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *