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RIVAROLO. Autorizzazione centrale Vallesusa. Il Comune dice “no”. Flashmob in cittò

L’Associazione NBF(Non bruciamoci il futuro) continua nella sua campagna informativa. Nella mattinata di sabato 13 febbraio il direttivo è stato presente nella piazza del mercato di Rivarolo, con punti informativi con distribuzione di volantini e sensibilizzazione per l’imminente Conferenza dei Servizi, in programma per il 17 febbraio.
Nella stessa giornata, sull’area pedonale dell’Allea prospiciente Piazza Chioratti, verso le ore 11 è stato rappresentato un flashmob dal titolo “suoniamo le campane”! Striscioni, sacchi dei rifiuti, mascherine per chi coprirsi le vie respiratorie, a caratteri cubitali i versi dello scrittore Hemingway. Gesti simbolici, da far anche venire qualche brivido, per sensibilizzare la popolazione ai rischi per la salute pubblica e per l’ambiente determinati dall’area del Vallesusa.
“Una manifestazione per dire che è ancora oscura la vicenda della Centrale a biomasse – spiega il Presidente Gianni Fragale -, per la scarsa trasparenza constatata in questi tre anni di esercizio e che continua tuttora, per tutti i nodi ancora non sciolti: il rumore notturno accertato e persistente da anni, la cogenerazione mai attuata, i dubbi e le criticità nel sistema di controllo SME, la recente scomparsa dei dati orari dal sito e di fatto nuovamente inaccessibili, l’origine della biomassa utilizzata, il contenzioso urbanistico con il Comune non risolto. Per tutte queste ragioni chiediamo che non venga rinnovata l’autorizzazione”. “A livello burocratico possiamo fare poco – aggiunge Franco Tappari, componente del direttivo – ma possiamo informare, far capire che il problema esiste”.
L’Associazione NBF, il 13 novembre del 2015, ha inviato le proprie dettagliate osservazioni alla Città Metropolitana di TO (responsabile del procedimento), ed a tutti gli altri Enti chiamati ad esprimersi nella Conferenza.Venerdì 19 febbraio, tra l’altro, a partire dalle ore 20,30, presso l’Hotel Rivarolo (centro commerciale il Gigante) si terrà l’annuale assemblea a cui seguirà un pubblico dibattito.

Rivarolo striscione per chi suona la campana
IL COMUNE DICE NO AL RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE
ASS NON BRUCIAMOCI IL FUTURO PRONTA AL RICORSO AL TAR

Il Comune di Rivarolo dirà “no” al rinnovo dell’autorizzazione alla centrale a biomasse del Vallesusa. Per una serie di ragioni: per l’inquinamento determinato dal fumo, per l’inquinamento acustico, per i mezzi pesanti che inondano il centro. Ma, soprattutto, perché l’autorizzazione fu rilasciata dalla provincia di Torino, nel lontano 2006, perché l’impianto doveva funzionare con cogenerazione, ossia doveva produrre sia energia elettrica che calore, attraverso la rete del teleriscaldamento, progettata insieme ad Asa.
Ma, trascorsi dieci anni, la cogenerazione non è mai stata attuata e l’impianto di Corso Dipendenza 53, entrato in funzione nel 2013, non è mai stato allacciato alla rete del teleriscaldamento. Ci si chiederà: perché l’azienda proprietaria, la Sipea GDF Suez Engie spa, non dovrebbe attenersi alle promesse? Semplice. Perché gli incentivi per l’energia verde piovono dal Ministero soltanto per l’energia elettrica e sottrarre vapore, per scaldare l’acqua da immettere nei tubi sotto l’asfalto, diminuirebbe la produzione di chilowatt. Sarebbe una strategia, insomma, anti-economica, ma resa tale da una legge nazionale che droga il sistema delle energie alternative.
Ed è con queste ragioni in mano, messe nero su bianco dal Comitato Non Bruciamoci il Futuro, che il Sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno, si presenterà a Torino mercoledì prossimo, per partecipare alla Conferenza dei Servizi insieme alla Città Metropolitana, a cui spetta l’ultima parola, all’Arpa (secondo cui i valori di inquinamento dell’aria non sarebbero stati superati ma questo in base al sistema Sme, ovvero il sistema di auto-rilevamento delle emissioni a cura della azienda medesima) e all’Asl.
Il Comitato è fiducioso. “Noi confidiamo che l’autorizzazione non venga rinnovata” sottolinea il Presidente Gianni Fragale. Ma d’altro canto, se gli enti dovessero annuire, si aprirebbe la strada di un ricorso al Tar.

Rivarolo Alberto Rostagno suona la campana
IL NO IN COMMISSIONE AMBIENTE
VITTONE: “VICENDA DEL CRACK ASA, ANCORA CAUSE LEGALI IN PIEDI”

“Noi diremo no ma la nostra parola non è decisiva” mette le mani avanti e si scrolla di dossi eventuali accuse, il sindaco Rostagno. Quel che poteva fare lo ha fatto. Ha ascoltato il Comitato, ha incarico un esperto, il professor Genon del Politecnico di Torino, ha ereditato dalla commissione straordinaria la centralina mobile di corso Torino, ed ha messo a disposizione il sito internet per pubblicare i valori rilevati. Ancora due settimane fa Rostagno ha firmato un’ordinanza per impedire la circolazione in centro dei mezzi pesanti, “eccetto autorizzati”, dicitura in cui non rientreranno i mezzi diretti al Vallesusa. “Dovranno, se vorranno entrare in città – fa sapere Rostagno – percorrere la via più lunga: dalla pedemontana attraverso Salassa”. Non restano altri dissuasori.
Il “no” del Comune all’autorizzazione è stato concordato in Commissione Ambiente, venerdì nel primo pomeriggio a Palazzo Lomellini. Sul piede di guerra le minoranze “Rivarolo Sostenibile” ed il Movimento 5 Stelle.
“Questa centrale non lavora e non lavorerà mai con il metodo promesso e lo ha detto chiaramente la Sipea stessa ancora in una lettera dell’8 gennaio con cui ha risposto alle integrazioni richieste dalla Città Metropolitana sostenendo che sarebbe dannoso per i propri utili. Una dichiarazione sconvolgente – rincara Marina Vittone di “Rivarolo Sostenibile” -. Oltre al fatto che resta in piedi un contenzioso al Tar per l’abuso edilizio a costruzione di opere dell’azienda su suolo pubblico. E non in ultimo la centrale è legata al crack Asa, parte delle convenzioni strette con il comune e che non sono state mantenute e anche su questo fronte esiste un contenzioso”.
Più morbida “Riparolium” che ai tempi in cui sedeva in maggioranza aveva sostenuto l’iter, convinta di mettere in funzione il teleriscaldamento insieme all’ormai moribonda azienda castellamontese dei rifiuti. “Una sola centrale al posto di due o tre provvisorie – ha rimarcato Aldo Raimondo in Commissione – sarebbe stata a nostro avviso una prospettiva migliore”.

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