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RIVAROLO. Aumenta la Tari e la differenziata scende. Minoranze: “servono sistemi premianti”

Aumenta il costo della tassa rifiuti. Eppure non sembra che il servizio sia molto migliorato, nonostante l’ingresso di Teknoservice. Anche di questo s’è tornati a discutere nel Consiglio Comunale del 30 aprile. All’ordine del giorno c’era l’approvazione dei regolamenti che disciplinano la Iuc (Imposta Unica Comunale) composta da Imu, Tasi e, appunto, Tari, con effetto retroattivo, dal 1° gennaio scorso.

Non sono state fatte sostanziali modifiche e comunque abbiamo provveduto all’accorpamento degli uffici, in modo da favorire il cittadino” ci è andato cauto il ViceSindaco Edoardo Gaetano, precisando la differenza tra utenti e utenze e sottolineando l’importanza della banca dati. Ma per le minoranze non c’è da stare allegri. Tanto che tutti i gruppi hanno votato contro, anche perché avrebbero preferito, per avere un quadro più chiaro della situazione tributaria, discutere di certi argomenti nella stessa seduta dedicata al bilancio di previsione 2015, che si è poi svolta la settimana successiva.

E in particolare tanto Marina Vittone di Rivarolo Sostenibile, quando Alessandro Chiapetto del Movimento 5 Stelle, hanno puntato l’attenzione sull’esigenza di passare, in termini di rifiuti, ad una tariffazione puntuale, ovvero “pago quanto produco“. “Sarebbe un sistema premiante” han fatto notare..

Pare – ha incalzato Chiapettoche Teknoservice non sia ancora attrezzata per fare quello per cui ha vinto il capitolato d’appalto. E ormai, come percentuale di differenziata, siamo solo al 40 per cento”.

Mi sarei aspettata una riduzione sulla base imponibile, soprattutto per quanto riguarda le aree periferiche e le frazioni, per quanto riguarda la Tari ma anche per la Tasi, tassa sui servizi, visto che in queste zone le lamentele sui servizi erogati dal Comune sono numerose” ha aggiunto Vittone.

 

Rivarolo Gaetano Edoardo 2015
Il Vicesindaco Edoardo Gaetano

Insomma tutto si fa fuorché incentivare i cittadini. E del resto, dopo lo sfascio Asa, e i disagi che permangono tutt’oggi, sono lontani i tempi in cui i rivarolesi, con olio di gomito, si erano dati da fare raggiungendo il 74 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti.

Lo ha ricordato, con un po’ di malinconia, Aldo Raimondo, oggi consigliere di minoranza ma allora Assessore, nonché Vicepresidente del Cca (Consorzio Canavesano Ambiente): “eravamo partiti dal 30 per cento raggiungendo l’apice nel giro di pochi anni. Adesso il 70 per cento dei Comuni, uguale l’80 per cento della popolazione del bacino, è passato al porta a porta. E tra l’altro il Cca è il consorzio che costa meno, pro capite, del territorio. Meno dell’Scs che gestisce la raccolta nell’eporediese. Credo però che sia un’utopia pensare di poter superare il 70 per cento“.

Raimondo ha annunciato emendamenti per ottenere l’abbassamento della tassazione. Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Martino Zucco Chinà: “è dal ’90 che parliamo di questi obiettivi e se è vero che non dobbiamo demordere, dobbiamo tenere conto, da un alto, che ci saranno sempre persone che, vuoi per educazione, per inefficacia della comunicazione, o quant’altro, non differenzieranno nel modo corretto, ma dall’altra dobbiamo incentivare il cittadino”.

Restano sul piatto altri problemi, o effetti collaterali, come l’abbandono dei rifiuti, da parte di chi non vuol differenziare, che potrebbe anche ingigantirsi in caso di passaggio alla tariffazione puntuale. “La sostenibilità ambientale – garantire l’Assessore Francesco Diemoz è uno dei temi che porteremo sul tavolo tecnico del Cca, dove si sta affrontando il tema di quanto paga un Comune e quanto ne paga un altro, tenendo pur sempre conto che Asa era un consorzio pubblico, e la società che svolge il servizio adesso agisce attraverso schemi imprenditoriali. Bisogna anche considerare che il nostro territorio è violentato quasi quotidianamente da discariche abusive, e questo potrebbe essere uno dei primi temi su cui intervenire”.

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