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Rispetto, riconoscenza, ringraziare.

Rispetto, riconoscenza, ringraziare.
Tanto tempo fa viveva in un paese Canavesano una famiglia composta da papà, mamma e due figli, la figlia adolescente ed il figlio un bambino vispo sempre con l’argento vivo. Un giorno i genitori si assentarono di prima mattina per andare al mercato settimanale in un paese vicino per vendere i prodotti che con passione e dedizione avevano coltivato nella campagna. La ragazza venne incaricata di vegliare il fratello, ma lei, presa dal gioco si dimenticò per parecchie ore del fratellino e quando arrivò davanti a casa non trovò più suo fratellino, ma intravide uno storno di corvi che gracchiavano rumorosamente volando sopra il bosco vicino. La bambina presa da una intuizione gli corse dietro e si fermò nella sua corsa vicino a quei forni comuni che si usavano una volta nelle campagne per fare cuocere il pane a più famiglie. La ragazza chiese al fornil, cosi si chiama il luogo dove si cuoceva il pane se sapeva dove erano volati i corvi. Il fornil gli rispose che avrebbe dato informazione se prima assaggiava il suo pane di segale cotto nel forno, la ragazza sdegnosamente rifiutò dicendo che non mangiava il pane di segale, poi chiese alla vicina pala del forno, anfurnòjra, la stessa domanda. L’anfurnòjra gli disse dove andavano i corvi se mangiava delle paste ‘d melia, paste di meliga. La ragazza boriosamente rispose che erano dolci con una friabilità intensa e non le voleva. La ragazza continuò a cercare suo fratello minore si inoltrò sempre più nel bosco, quando arrivò ai bordi di un bialòt, un rigagnolo d’acqua limpida che nasceva da una sorgente li vicina, la ragazza anche qui chiese notizie di dove andavano i corvi ed il bialòt disse che gli dava una informazione se prima beveva un sorso delle sue fresche e limpide acque, la ragazza altezzosamente disse che non beveva da un rigagnolo così misero, la stessa risposta di diniego diede al melo che prima di rispondere la invitò a mangiare dei sui frutti selvatici. Poi incontro un riccio e avendo paura dei sui aculei, chiese gentilmente se sapeva dove erano diretti corvi nel bosco. Il riccio l’accompagnò ai bordi di una radura dove suo fratello giocava sotto le fronde di una grande quercia sorvegliato dall’alto dai corvi. La ragazza corse e prendere in braccio il fratello e poi iniziò a correre verso casa inseguita dai corvi. Una volta giunta vicino al mela, pregò la pianta di proteggerla dai corvi ormai vicini ed il melo la nascose sotto i suoi rami, poi passati i corvi riprese a correre. Giunta sul corso del bialot, prego il piccolo fiume di nasconderli ed accettò di bere un sorso della sua acqua. Ma i corvi la inseguivano da vicino e,allora giunse al forno, era ormai vicina a casa e pregò il fornil, forno e alla vicina pala del forno, l’anfurnòjra, di aiutare lei e suo fratello. Il fornel li nascose nel suo vano e lei mangiò paste ‘d melia, ed il pane di segale provando gioia nell’animo per il dono ricevuto, mentre l’anfurnòjra, la pala del forno, li fuori scacciava via i corvi. Tornati a casa sana e salva con il fratello provò per la prima volta un sincero sentimento di gratitudine per tutti quelli che l’avevano aiutata e offerto quello che avevano. Nella vita quando accettiamo un regalo fatto con amore pensiamo sempre che è un gesto di felicità che arricchisce chi dona e chi lo riceve. E abbiamo successo solo se rispettiamo ogni forma di vita, crescere nella vita vuole dire la nostra presenza sulla Terra deve essere in armonia con gli altri esseri viventi e anche con l’ambiente che ci circonda.
Favria, 11.12.2019 Giorgio Cortese

Buon Natale per ogni regalo che sperate di trovare sotto l’albero, per ogni sorriso che Vi farà star bene, per ogni abbraccio che Vi scalderà il cuore… Auguri.

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