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RIMINI. TTG: Around The World, a bordo di una carrozzina

Il buio e il dolore di un grave incidente automobilistico che ti lascia poco dopo i vent’anni sulla carrozzina e sembra metterti ko. Poi l’incontro con un coetaneo in Unità spinale a Torino e la voglia di rinascita che esplode. Non solo ti riporta alla vita e ai viaggi, ma ti fa impegnare per trasmettere il tuo messaggio di coraggio e speranza al mondo. Loro sono Danilo Ragona, progettista e designer, e Luca Paiardi, architetto e musicista, e raccontano la loro storia al TTG Travel Experience organizzato da Ieg a Rimini.
Non è un caso che l’incontro avvenga nei padiglioni del Sun Beach&Outdoor tra jeep, canoe e altre meraviglie per scatenarsi all’aperto. Perché questi due quarantenni la forza del sole la hanno dentro: girano il mondo sulla loro carrozzina e raccontano i loro incontri on the road ma anche nelle Unità spinali dei Paesi che visitano (perché lì è cominciata la loro seconda vita). Non mancano poi delle scatenate sfide sportive dal tennis al deltaplano, dalla canoa                 al downhill.
“Abbiamo riscoperto il nostro corpo e la nostra nuova dimensione – spiegano – e nel 2015 abbiamo creato www.viaggioitalia.org. Poi abbiamo cominciato a viaggiare prima in Italia e poi nel mondo. Da Matera a Rio de Janeiro, da Fuerteventura alla Sardegna. A mano a mano abbiamo cominciato a essere sostenuti da alcune aziende che ci sponsorizzano perché fanno conoscere attraverso di noi prodotti e tecnologie innovativi per l’accessibilità. Oppure sposano semplicemente il messaggio positivo e ci aiutano. Siamo anche ospiti di Camila Raznovich nel programma Alle falde del Kilimangiaro per raccontare i nostri viaggi”.
“Ma non sono viaggi di piacere – aggiungono – e per noi sono molto impegnativi dal punto di vista fisico e anche emozionale.
Siamo impegnati dalla mattina alla sera e facciamo cose anche molto stancanti. La motivazione è far partire progetti che possano rendere l’esperienza accessibile a chiunque. Nel 2016, ad esempio, a Matera la nostra voce ha fatto mobilitare più velocemente dei progetti sull’accessibilità come Materamare”.
E sull’Italia sorprendentemente il loro giudizio non è negativo: “Per carità, non è a posto, ma ci sono tante cose che non sono conosciute, non sono in rete e il nostro passaggio serve anche a quello”.
Raccontano molto colpiti il loro ultimo viaggio in Kenya con il classico safari, ma anche con la visita all’enorme slum di Nairobi: “Incredibile visitarlo e arrivarci in carrozzina, per fortuna ci hanno aiutato. Abbiamo servito, con volontari che lo fanno ogni settimana, il pranzo a più di 300 bambini bisognosi.
E poi la visita all’Unità spinale dove abbiamo donato anche una carrozzina”. La solidarietà è parte integrante del loro progetto a partire dal loro amico Danilo: “Lui muove solo la testa e grazie a un raccolta fondi abbiamo comprato un furgone speciale con cui può muoversi. Ci abbiamo fatto anche un piccolo viaggio e poi abbiamo fatto tutti assieme downhill…”.
“La mobilità e l’indipendenza – sottolineano – non sono solo un problema italiano ma internazionale, basti pensare che oggi più di un miliardo di persone sono disabili come tutta l’India e i numeri sono sempre in crescita. L’inclusivity è una delle linee guida maggiori delle aziende per lo sviluppo futuro. E gli imprenditori devono capire che è anche una questione di business, dove c’è accessibilità vanno tutti ma dove non c’è solo alcuni…”.
Grazie all’editore Beccogiallo le loro avventure sono anche diventate anche fumetti.

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