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RIMINI. Italia-Cina a TTG Incontri, un gran futuro da costruire

C’è un grande esercito in Cina ma non è quello di terracotta. E’ composto di cinesi, la maggior parte giovani, che non aspettano altro che di visitare il nostro Paese. E bisogna avere il coraggio e fare le mosse giuste per accoglierli senza perdere la propria italianità e soprattutto senza farsi ingabbiare dagli stereotipi. Oggi a TTG Incontri a Rimini in scena è entrata la Cina, grande potenza turistica del momento e ancora di più dei prossimi anni, visto che ancora un piccolissimo numero di cinesi possiede un passaporto. E per l’occasione Paolo Audino, direttore Business Unit internazionale Rimini Fiera, ha annunciato che nel 2017 TTG Incontri avrà raddoppierà e avrà un’edizione anche a Chengdu, città del sud ovest della Cina.

“Un paese come l’Italia deve produrre un cambiamento nel modo di presentarsi alla Cina perché oggi pochissimi turisti cinesi scelgono la propria destinazione attraverso informazioni provenienti direttamente o indirettamente dal Paese di destinazione” spiega Ma Yiliang, direttore del centro studi per l’economia turistica della China Tourism Academy.

Al convegno moderato dalla responsabile della Cultura e del Turismo dell’ANSA Elisabetta Stefanelli c’era anche Yang Bo, direttore del China National Tourism Office a Roma, che ha parlato di una “crescita del 12% dei turisti arrivati in Cina da fuori confine nel 2015”, e ha aggiunto che “la strategia nazionale per lo sviluppo del turismo sta puntando su innovazione, infrastrutture e green tourism”.

“Bisogna comprendere e conoscere per la Cina per affrontare quel mercato che è completamente diverso dal nostro. Non hanno il World Wide Web e non hanno i nostri social. Hanno delle loro piattaforme come WeChat su cui l’Enit è già presente ma stiamo lavorando per migliorare la nostra strategia. Poi dobbiamo lavorare anche sulle destinazioni visto che la maggior parte si limita ancora a visitare solo Roma, Venezia, Firenze e Milano” spiega Roberta Milano capo delle strategie digitali dell’Enit.

A svelare tante curiosità inaspettate e a dare dritte agli imprenditori che vogliono “aggredire” il mercato cinese c’è Giancarlo Dall’Ara del network Chinese Friendly Italy. “Bisogna credere nella Cina – dice – per tanti motivi. Il primo è che se un imprenditore cerca un target di qualsiasi tipo, lì lo trova.

E inoltre è l’unico posto al mondo dove si può essere gli unici italiani a lavorare su un segmento. Tra quelli vuoti, ad esempio, possiamo citare l’enorme settore delle terme. Comunque i problemi sono ancora tanti a cominciare dal fatto che il 70% dei cinesi si lamenta per le paludose procedure dei visti. E poi non bisogna farsi prendere dagli stereotipi: il cinese che viene in Italia vuole il suo bollitore, non vuole camera numero 4 (“perché porta sfortuna”) ma per il resto vuole vivere l’esperienza italiana. E non solo quella dello shopping che pure apprezza molto ma anche quella culturale, balneare e più in generale esperienziale”.

“Dei 40 voli settimanali tra Italia e Cina, 26 sono su Fiumicino. Lavoriamo affinché Roma sia l’entry point dell’Italia, e l’Italia sia l’entry point dell’Europa” dice invece Fausto Palombelli, di Aeroporti di Roma, che ha parlato della crescente centralità dello scalo di Fiumicino per i collegamenti con gli aeroporti cinesi e ha annunciato la creazione di un profilo Wechat sia per aiutare e informare i turisti sia per le transazioni.

“La Cina rimane uno dei più importanti mercati del futuro per il turismo europeo e che ci sia un anno designato per la cooperazione sul turismo (l’anno europeo del turismo Ue-Cina che verrà lanciato il 26 ottobre a Pechino) è una grande opportunità anche per l’Italia” dice Jacopo Sertoli, Ceo di Welcome Chinese la cui certificazione è stata scelta dalla European Travel Commission per la promozione.

E a proposito di shopping conferma la passione di questo tipo di turisti anche Silvia Tagliaferri, Tourism director di Fidenza Village: “Nei primi sei mesi del 2016 le vendite Tax Free generate solo dagli ospiti cinesi sono cresciute del 40%”.

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