Home / Home / VENARIA. Resistere per ripartire

VENARIA. Resistere per ripartire

Siamo in attesa che ci vengano comunicate le liste.

Le liste per sapere in quali negozi potremmo spendere il reddito di cittadinanza. Se oltre ad essere precluso l’ingresso all’Unieuro, si potrà entrare all’Ikea o in qualche Coop; contestualmente dovrebbero essere pubblicate anche le liste delle spese morali e quelle che morali non lo sono (Di Maio ha chiesto al suo alleato preferito, Salvini, l’elenco più recente che hanno in sede di partito, prima che sparissero 49 milioni di euro).

Prima che, oltre alla povertà, vengano aboliti i giornaloni che scrivono solo fake news e che da un balcone venga proclamato l’elenco dei giornalisti e dei giudici “bravi”, nonché l’elenco dei reati che si possono perseguire, forse sarebbe opportuno organizzare una qualche forma di resistenza (e mi scuso per l’utilizzo di un termine ormai desueto e molto probabilmente inviso alla maggioranza giallo-verde).

Per onestà, dobbiamo dirci che l’avanzare delle forze populiste e, purtroppo per quello che stiamo vedendo, della peggiore destra sia frutto (anche ma non solo) della delusione nei confronti delle forze politiche progressiste in Italia come in Europa, evidentemente incapaci di intercettare i bisogni dei cittadini e di attuare politiche concrete e credibili.

Per la verità a Venaria, ciò che ha pesato di più sono state le divisioni interne al centro-sinistra (tre diverse coalizioni alle ultime elezioni comunali) che hanno spalancato il ballottaggio al M5S. Un anno dopo a Torino sarebbe successa la stessa cosa, fino al livello nazionale con la débâcle del PD.

Né può essere una prospettiva quella di attendere l’involuzione della maggioranza giallo-verde, che anche qualora inciampasse su stessa, non restituirebbe al centro sinistra, in automatico, i milioni di voti persi e dispersi.

Senza la pretesa di essere rappresentativo dell’immaginario collettivo, la mia “vista da un punto” mi dice che le persone chiedono una proposta di governo (locale e nazionale) alternativa a quanto stiamo assistendo: il trionfo dell’egoismo di massa.

E questo si traduce in tre cose (al livello locale e nazionale): l’unità delle forze del centro sinistra; persone credibili, cioè oneste e capaci; un’idea di futuro per le nostre comunità che si traduca in politiche concrete. Tre ingredienti necessariamente interdipendenti e connessi nelle giuste proporzioni, pena la fragilità, o peggio il fallimento, della proposta politica.

Nel far questo si potrebbe scegliere la strada, come mi suggeriva un amico parlando d’altri argomenti, della “retro-innovazione”. Apparentemente un ossimoro, ma molto spesso le tracce di futuro si possono ricercare nel passato: soltanto quando gli ingredienti indicati sono stati miscelati nelle dosi giuste, il centro sinistra ha messo a punto una proposta politica credibile ed elettoralmente vincente. Questo ci insegna l’esperienza dell’Ulivo che seppur perfettibile aveva avuto il merito di fare sintesi del pluralismo presente che tante volte ha portato i partiti progressisti a farsi del male con le proprie mani.

Lo stesso è accaduto a Venaria, negli anni passati, nel bene e nel male.

Ora, prima che sia troppo tardi è proprio da qui che bisogna ripartire, facendo tesoro degli sbagli commessi.

Certo il contesto è cambiato e bisogna tenere conto della velocità dei cambiamenti in atto. Che l’Amministrazione sia totalmente inadeguata a governare questa città è ormai patrimonio diffuso (lo sanno anche loro). Che non ci sia un’idea, una visione, per Venaria è opinione comune. La giunta vive alla giornata, attuando politiche nell’interesse di promuovere sé stessa, nelle ambizioni personali dei suoi membri (presidente del Consiglio incluso) in vista di prossime candidature.

Questo non è un invito a cena… (anche perché non portano bene) ma pur sempre un invito alle forze politiche del centro sinistra, alle associazioni, alle liste civiche e ai singoli cittadini che si immaginano un’altra città.

Insieme possiamo provare a discuterne. È il primo passo per costruire un progetto politico per la nostra comunità, e Venaria se lo merita.

Anche io ho imparato, come diceva don Milani, che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.

Resistere, ma per ripartire.

Commenti

Blogger: Alessandro Brescia

Alessandro Brescia
Il punto di vista, la vista da un punto

Leggi anche

Esistono.

Esistono.. Esistono persone dall’animo squallido che pensano solo al profitto e all’interesse, questi personaggi non …

VENARIA. Medico del San Luigi di Orbassano: “Auspico nell’efficacia del vaccino anti-Covid”

Maurizio Onoscuri, 68 anni, residente a Torino, dal 2009 al 2017 (anno del pensionamento) è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *