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Res Gestae Favriesi: da vigoroso, a Gagliardi, dando il nome anche ad una danza, la gagliarda.

Res Gestae Favriesi: da vigoroso, a Gagliardi, dando il nome anche ad una danza, la gagliarda.
Il cognome Gagliardi deriva da una cognominizzazione del nome personale del capostipite. Questo cognome è decisamente diffuso in tutta Italia e l’origine va ricercata nel nome medievale Gagliardo, arrivato in Italia attraverso l’italianizzazione del provenzale galhart, e francese gaillard. Ma a sua volta deriva dall’antico tedesco gailhard, che, composto dagli elementi geil, vigoroso, energico e hard, forte, duro, e può essere tradotto come molto vigoroso, d’indole energica e gagliarda. Secondo altre fonti il termine geil significava letteralmente gaio, gioioso e, seguendo questa interpretazione, il nome Gagliardo può essere tradotto come molto vivace, esuberante. La sua diffusione è avvenuta in Italia con la calata degli angiolini in Italia con Carlo I d’Angiò. Ma questa parola che dal nome di un avo ha dato origine al cognome Gagliardi e Gagliardo, ha dato anche il nome ad una danza: la gagliarda. La gagliarda o gaillarde in lingua francese fu una danza rinascimentale molto popolare in tutta Europa nel corso del XVI secolo. Tale danza era così in voga allora che veniva citata nei manuali di danza di Inghilterra, Francia, Spagna, Germania ed Italia. Come danza, la gagliarda è improvvisata, con ballerini che combinano figure di passi che occupano una o più misure di musica. In una misura, una gagliarda ha in genere cinque passi, in francese il passo di base era chiamato cinq pas e in Italia “cinque passi”. A volte questo è scritto in fonti inglese come sinkapace. Questi passi sono: destra, sinistra, destra, sinistra, cadenza. La gagliarda è una danza atletica, caratterizzata da salti, saltelli e altre figure simili. La caratteristica principale che definisce un passo di gagliarda è che gli ultimi due tempi sono composti da un grande salto che porta ad atterrare con una gamba davanti all’altra. Questo salto è chiamato cadenza e l’atterraggio finale è chiamata posizione. Le fonti descrivono generalmente schemi di movimento a partire con il piede sinistro, poi ripetuto con il destro. Alcuni tipi di gagliarda possono durare anche il doppio del tempo, o più, comportando 11 passi o 17 e così via. La gagliarda era un ballo favorito della regina Elisabetta I e anche se è piuttosto una danza vigorosa. Pensate che nel 1589 quando la regina Elisabetta I, aveva intorno ai 55 anni, John Stanhope valletto della regina disse: “La regina danza sei o sette gagliarde in una mattinata, oltre alla musica ed al canto è il suo esercizio preferito.” Una curiosità, nelle composizioni musicali relative alla gagliarda, pare siano state scritte ed eseguite molto tempo dopo che la danza era già caduta in disuso presso il grande pubblico. La seconda curiosità è che nelle composizioni musicali, la gagliarda ricoprì spesso il ruolo di dopo danza scritto in 6, e il distintivo sesto battito della frase si sente ancora oggi nell’inno nazionale Britannico: “God Save the Queen. Terza ed ultima curiosità in certe regioni italiane si dice 2peso gagliardo” per indicare un peso che supera abbondantemente la misura
Favria, 10.2.2015 Giorgio COrtese

L’esperienza mi ricorda sempre che bisogna, qualche volta, chiudere un occhio, ma che non bisogna mai chiuderli tutt’e due.

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Blogger: Giorgio Cortese

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