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Raffaello il genio italiano!

Raffaello il genio italiano!
Il 2020 è anche l’anno della pittura di Raffaello Sanzio, 500° anniversario dalla morte. Raffaello morì a 37 anni il 6 aprile 1520, proprio nel giorno del suo compleanno. Raffaello Sanzio fu uno dei più importanti artisti che operarono in Italia tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, insieme ad altri grandi maestri come Michelangelo, Leonardo e Botticelli. Le sue opere, dal più piccolo ritratto ai maestosi affreschi come la Scuola di Atene, sono ammirate da turisti, critici e studiosi di tutto il mondo come capolavori di quel periodo storico-artistico noto come Rinascimento. In Italia il Rinascimento si sviluppò principalmente a Firenze, arrivando a toccare la corte napoletana degli Aragona, quella milanese di Ludovico il Moro e quella papale di Pio II, il papa umanista, e poi di Leone X. L’obiettivo della civiltà rinascimentale, come suggerisce la parola stessa, era quello del recupero dei valori di un tempo, della rivalutazione della classicità antica come modello per i valori e la naturalità dell’uomo. Questo metteva anche in discussione la visione religiosa cristiana che aveva dominato in Europa per tutto il periodo medioevale. Il Rinascimento vide anche la fioritura delle lettere e di una nuova arte. Nel primo caso si cominciò a sviluppare la filologia, lo studio e l’interesse per le parole, e il culto delle humanae litterae, da cui il termine Umanesimo, in contrapposizione con le divinae litterae che avevano permeato il periodo storico precedente. In campo artistico, si cominciò a dipingere ad olio e si fecero importanti studi sull’uso della prospettiva, poco utilizzata o del tutto assente nelle opere prerinascimentali. Fu in questo periodo di grandi innovazioni culturali e artistiche che visse e dipinse il maestro urbinate. Raffaello non fu solo un grande pittore, ma si occupò ugualmente di architettura, con risultati altrettanto buoni, nel 1515 venne nominato primo architetto papale da Leone X. Secondo gli stilemi del Rinascimento, Raffaello si occupò anche dell’organizzazione e della supervisione dei cantieri per Roma antica e moderna, cercando di restituire agli edifici capitolini il loro aspetto originario e di studiare la pianta della città imperiale. Purtroppo Raffaello morì improvvisamente il Venerdì Santo del 6 aprile 1520. Quel giorno, secondo i testimoni, il cielo si fece scuro e un piccolo terremoto crepò una parete dei Palazzi Vaticani, quasi a voler sottolineare l’importanza tanto terrena quanto divina del maestro appena scomparso. Raffaello lasciò un’eredità importantissima per la storia dell’arte. I suoi discepoli rappresentavano una vera e propria scuola artistica che pose le basi per tutta la pittura dei secoli successivi. Artisti legati al Classicismo del calibro dei Carracci, di Caravaggio, di Rubens e di Velazquez dovettero moltissimo al genio urbinate, così come alcuni movimenti del XIX secolo come i Preraffaelliti, che da lui, oltre al nome, presero il giovanile interesse per la rievocazione arcadica del Quattrocento e del primissimo Cinquecento.
Favria, 6 aprile 2020 Giorgio Cortese

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