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Canale Clapetto, sindaco di Quincinetto

QUINCINETTO. Collaudato il ponte, non si conosce la portata

Il sindaco Angelo Canale Clapetto è su tutte l furie e chiede risposte dagli enti sovracomunali. Due i temi al centro dell’attenzione: la frana e, soprattutto, il ponte sulla Dora.

Io sono scandalizzato per una serie di cose – commenta -, devono fare il vallo della frana, adesso il ponte è a posto, si puo’ lavorare, ma qui non succede nulla. È inutile continuare a cambiare il piano speditivo, non serve a nulla, ora abbiamo il ponte aperto, si puo’ intervenire, anche se, pure il ponte…”.

Eh, già, anche su quello Clapetto è su tutte le furie.

Io non so veramente cosa dire, i lavoro sul ponte sono finiti, c’è stato il collaudo 15 giorni fa ma ancora non sappiamo la portata della struttura, è assurdo. Sono passati 15 giorni e non sappiamo niente, non ci hanno ancora detto la portata. La Ativa ha completato i lavori e ora dice che tocca al Ministero dei Trasporti indicare la portata della struttura e la durata del ponte in queste condizioni. Ripeto: è tutto assurdo. Io ho lanciato l’allarme per il ponte prima della catastrofe del Morandi, quello ora l’hanno finito, e noi qui, dopo due anni di lavori, non sappiamo ancora la portata”.

Al centro del dibattito, dunque, c’è ancora il ponte sulla Dora. L’unico collegamento con la statale 26 che porta in Valle D’Aosta, riaperto da qualche settimana.

La struttura, ammalorata, da tempo necessitava di lavori (7 i milioni) importanti ed è stata a lungo soggetta ad un’ordinanza che impediva ai mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate di transitare. Un mese fa, poi, di nuovo, l’ennesima proroga per l’istituzione del doppio senso. La Cogeis, l’azienda che, su mandato di Ativa, da fine luglio 2019, sta svolgendo lavori di adeguamento antisismico, non ha completato gli interventi in tempo e per questo ha chiesto numerosi rinvii fino ad arrivare a 15 giorni fa, quando gli interventi sono stati finalmente completati. La riapertura al traffico, in entrambi i sensi di marcia, della struttura, era infatti prevista, inizialmente, per fine agosto.  Tutti questi ritardi, qualche mese fa, avevano spinto il sindaco, Angelo Canale Clapetto, ad agosto, a portare Ativa, la società che gestisce l’autostrada fino al confine con la Valle D’Aosta e ha in carico il ponte, davanti al giudice. Il primo cittadino ha scritto al tribunale di Torino chiedendo di riconoscere gli “inadempimenti” di Ativa obbligandola, quindi, a riportare il viadotto alle condizioni originarie. L’atto firmato dall’avvocato del comune parla di: “inefficace attività di manutenzione ordinaria dell’opera”, di “assenza di provvedimenti efficaci” che porterebbero, oggi ad “effetti devastanti per l’opera oggi estremamente onerosi da sanare”.

La querelle sul ponte, era iniziata nell’estate del 2018, quando, i carabinieri, su richiesta della Procura di Ivrea, si erano recati in Municipio a Quincinetto e poi anche presso gli uffici torinesi di Ativa, per raccogliere il maggior numero di informazioni su quei 260 metri che collegano l’autostrada Torino-Aosta con la statale 26 e il piccolo paesino dell’eporediese. L’allarme, sulla tenuta della struttura, incredibile me vero, era stato lanciato il 13 agosto 2018, il giorno prima della tragedia del ponte Morandi di Genova che ha sconvolto l’Italia intera, proprio dal sindaco Angelo Canale Capletto.

Qualche mese fa, infine, il sindaco ha scelto di fare causa ad Ativa proprio per segnalare le presunte negligenze nella gestione della manutenzione della struttura.

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Mattia Aimola
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