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Francisco Goya Y Lucientes, Il sonno della Ragione genera mostri, acquaforte e acquatinta, fine XVIII secolo

QUEL VENTO NERO CHE SOFFIA… Allarmi! Son fascisti…

Le notizie che giungono da tutta Italia, ovunque vi sia una giunta comunale o regionale di destra, hanno sempre lo stesso tenore.

Primo, la poca considerazione della vita democratica, a favore di un uomo “della provvidenza” che abolisca il dibattito parlamentare. “Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti” diceva Mussolini il 16 novembre 1922 nel suo “discorso del bivacco” alla Camera dei Deputati. “Potevo: ma non ho, ALMENO IN QUESTO PRIMO TEMPO, voluto.» Lo fece poco tempo dopo. Ugualmente, oggi, si presentano stringendo in mano il rosario, vanno dal Capo dello Stato in giacca e cravatta, ma quel che sognano, e cercano di realizzare, è l’antico sogno: via le opposizioni e l’ “uomo forte” al potere.

Secondo, lo schierarsi sempre e comunque dalla parte del grande capitale, delle banche, dei privati e delle privatizzazioni, svendendo e sbriciolando il patrimonio industriale, economico, culturale (l’esempio lo abbiamo visto durante la pandemia, quando è venuto al pettine il nodo delle strutture pubbliche insufficienti perché era stata favorita la sanità privata). Corollario, il rifiuto di ogni riforma fiscale che tocchi i ricchi patrimoni, così che a pagare maggiormente sono i ceti più poveri, mentre aumentano le grandi ricchezze in mano a poche persone.

Terzo, sfogare finalmente il livore, l’odio per una “sinistra” che essi percepiscono d’ostacolo al loro modo di sentire. Non sopportano la democrazia, le forme di associazionismo, la Costituzione, che vedono come un intralcio. Devono anche (ancora) digerire la sconfitta del nazi-fascismo da parte di Partigiani ed eserciti alleati (fra cui l’Unione Sovietica, che pagò il prezzo più alto durante la seconda guerra mondiale); hanno sofferto per anni la pretesa egemonia culturale della “sinistra” restando rancorosi nell’ombra. Ed ora che il vento della Storia gira a loro favore, portandoci i vari Orban, Al-Sisi, Bolsonaro, il “defunto” Trump e via delirando, ecco che i sovranisti tutti si fanno forti. Vengono sdoganati vecchi slogan e modelli del passato, razzismo, xenofobia, nazismo e fascismo richiamano più vaste platee.

Voci si levano irridendo Anna Frank, Liliana Segre, negando la Shoah, e sempre più spesso usano una scolorita e orrenda equazione: “Se proprio siamo costretti a condannare il fascismo, condanniamo insieme anche il comunismo, anzi, equipariamoli!”. Il che non significa proprio nulla, in realtà. Non ha senso per chi conosca i fatti e ragioni un po’. Se non altro perché le ideologie alla base erano assai diverse, e poi perché, in Italia, abbiamo sofferto solo il fascismo, e questo condanniamo, per esperienza diretta.

Piccoli dittatori crescono, si atteggiano, si piacciono. Nell’attesa che i nuovi fascisti trasformino il Parlamento in un bivacco, creano un clima di odio. Contro chi? Naturalmente contro i Migranti, che secondo alcuni/e sarebbero soltanto ricchi rampolli dell’Africa “bene” che, annoiandosi d’una vita di agi, vengono da noi a disturbarci. Va da sé che qualsiasi forma di aggregazione, associazione che abbiano a cuore pace, ambiente, legalità, fratellanza, aggregazione dia loro fastidio.

Questo, in estrema e semplificata sintesi, è l’ambiente che cerca di soffocare ogni forma di integrazione, libertà, democrazia. Non illudiamoci che il nuovo Governo “in fieri” sia in grado di estirpare questa cultura dell’odio. Già vi si sono incistati… Avremo tempo di parlare della politica italiana in questa “terza Repubblica”, ma la guardia non va mai abbassata, anzi: occorre, oggi più che mai, una grande alleanza delle forze convintamente antifasciste, che abbiano interiorizzato il reale significato della nostra Costituzione, e siano disposte al “sacrificio” del dialogo per individuare alcuni obiettivi comuni nell’interesse del Paese: la Salute, il Lavoro, la Scuola, la Giustizia, il Fisco, la parità reale di genere.

Presto, perché la pandemia sta finendo di logorare la resistenza psicologica dei Cittadini, la loro sopravvivenza economica, e già si preannuncia una ribellione populista, irragionevole, ispirata dai peggiori egoismi, alimentata dai soliti mestatori d’odio, sempre loro. Già l’effimera tregua concessa ad un Governo non ancora nato è stata rotta da grida rancorose, dichiarazioni strumentali. Seppure in forme attenuate, una guerra civile è alle porte? Se così fosse, ne conosciamo già la musica e gli interpreti…

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Blogger: Mario Beiletti

Mario Beiletti
Oh bella ciao

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