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Quel cialtrone di novello re Lear!

Quel cialtrone di novello re Lear!
Quel cialtrone di Trump mi ricorda sempre di più re Lear dell’omonimo dramma shakespeariano. Nel dramma re Lear anziano, ma ancora potente e riverito decide di abdicare e affidare il regno alle sue tre figlie. Decide di dividerlo tra chi tra le sue figlie lo ama e lo loda di più senza prendere in considerazione chi tra le figlie è più capace a gestire il regno, ma solo chi è più brava ad adulare. Cordelia, la figlia minore, che pure è quella che Lear stima maggiormente, preferisce essere leale nel rispondergli che lei gli vuol bene e gli è devota. ma si rifiuta di partecipare a questa gara tra adulatori. Lear s’infuria, la disereda e la caccia, proprio come Trump con i membri dello suo staff in questi ultimi tempi. La sua cialtroneria mi ricorda anche in certi frangenti anche la fiaba di Andersen dei: “I vestiti dell’imperatore” dove da perfetto imbroglione di mestiere non cerca di convincere gli scettici ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere fino a portarli a fare il gesto insensato di occupare le sacre stanze della democrazia come un desposta del Terzo Mondo e chiedo scusa ai despoti! Pertanto che sia arrivato a a fare il golpista non dovrebbe essere una novità! Questo novello re Laer è il primo presidente antiamericano della storia degli Stati Uniti, ma non lo è solo da ieri, da quando ha incitato una massa di poveri di spirito, cioè la versione yankee di quella nostrana del popolo del vaffa e del Dio Po, ad assaltare il Congresso degli Stati Uniti. Il novello re Laer sa che prima o poi finirà ospite di altri edifici federali, meno prestigiosi di quello sito al 1600 di Pennsylvania Avenue, non per vendetta giustizialista del paziente Biden, ma per questa insurrezione che è contro a quell’ordine democratico che a parole proclamava di voler proteggere. Tranquillo re Lear, Dante spedisce gli adulatori nel secondo cerchio delle Malebolge, condannati a essere immersi nello sterco fino al busto e magari forse ci finirài pure Tu! Forse questo farlocco non ha mai letto il celebre discorso di Gettysburg di Abramo Linconln durante l’inaugurazione del cimitero militare dell’omonina battaglia tra Unionisti e Confederati. In quel discorso Lincoln si rivolgeva a tutta la Nazione con l’idea che nessun soldato del nord o del sud era molto invano. Quel discorso parla di come gli esseri umani siano uguali con la rinascità della libertà all’interno di un’unica nazione finalmente unita. Dobbiamo fare sempre nostro questo discorso dove Lincoln incoraggia il popolo ad aiutare la democrazia americana, in modo che il “governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire, non sia distrutto, dalla terra”. Se amiamo la libertà anche nel Belpaese tutti dobbiano essere consapevoli che la democrazia non richiede l’unanimità, ma richiede un senso comune di solidarietà, nonostante la diversità di idee e per quante siano le nostre differenze apparenti, siamo tutti sulla stessa barca. Nella democrazia vinciamo, o perdiamo, insieme!
Favria, 12.01.2021 Giorgio Cortese

Ogni giorno mi sforzo di rimanere sereno anche in mezzo ai peggiori sconvolgimenti della vita.

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