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QUASSOLO-TAVAGNASCO-QUINCINETTO. Nasce l’Unione Montana Dora Baltea

Nasce l’Unione Montana Dora Baltea. Questa sera, lunedì 24 novembre, i Consigli Comunali di Quassolo, Tavagnasco e Quincinetto, si riuniranno tutti, alla medesima ora (18,30) per approvare l’atto costitutivo.

Così, nell’adeguamento alla nuova normativa in materia di enti locali, il territorio della ex Comunità Montana si smembra: sulla sponda sinistra del fiume si son già stretti la mano, da parecchi mesi, i Comuni di Carema, Settimo Vittone, Nomaglio, Andrate; sulla sponda destra gli altri tre Comuni le cui Amministrazioni erano finora parse restie all’idea di mettersi intorno ad un tavolo per decidere quali funzioni associare e come riorganizzare il personale.

Il Sindaco di Tavagnasco Giovanni Franchino, almeno, fin dagli albori della legge sulle Unioni, aveva dichiarato la netta opposizione ad obblighi calati dall’alto. E’ stato anche tra coloro che hanno firmato il ricorso sull’incostituzionalità della Legge Regionale n.3 sulla Montagna, sul quale il Tar Piemonte si esprimerà a febbraio. L’Amministrazione quassolese, dal canto suo, non ha mai nascosto una certa ritrosia nei confronti dei vicini, troppo legata al dirimpettaio Borgofranco, almeno finchè c’è stato l’ex primo cittadino Fausto Francisca. A Quincinetto, dove l’esito elettorale del maggio scorso ha ribaltato i ruoli, il colpo di scena è stato più clamoroso: l’ex sindaco Barbara Compagno Zoan aveva stretto contatti aldilà del fiume, approvando un documento di intenti, stracciato con il ritorno alla carica di Sindaco di Angelo Canale Clapetto.

“Pensiamo al buon senso, partiamo da una base comune – spiega Canale Clapetto -. Con questo atto costitutivo prendiamo atto di servizi e funzioni che Quincinetto, Quassolo e Tavagnasco gestiscono già insieme. Scuole, protezione civile, viabilità. Cerchiamo di mettere nero su bianco quello che è in essere, approfondendo altri aspetti. Ormai l’Unione è un istituto necessario, anche per accedere a dei contributi dagli enti superiori”.

Secondo le recenti modifiche normative, fatto l’obbligo dei diecimila abitanti, per i territorio montani il tetto si riduce a tremila abitanti, che i tre Comuni della Dora Baltea, pur insieme, però, non raggiungono. “Si chiederà – anticipa Canale – una deroga alla Regione”. E’ una partenza, non una chiusura: i Sindaci non escludono che si possa riprendere in mano il dialogo con i Comuni aldilà del fiume.

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