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Quando è nato il Welfare.

Quando è nato il Welfare.
Oggi con riscaldamento globale e la pandemia abbia imparato che il mondo è molto interconnesso, e che i fenomeni naturali che si producono da una sua parte possono avere effetti pesantissimi su scala planetaria. Questo avveniva già nei tempi passati benché allora non avessero la stessa conoscenza e coscienza che abbiamo noi oggi. Per capire meglio il presente dunque è indispensabile studiare catastrofi naturali della storia e i loro effetti sulle comunità umane. In un libro recentemente letto veniva citato quanto avvenne nell’estate del 1257 quando esplose in maniera devastante, sollevando masse di miliardi di tonnellate di roccia di terra, un vulcano nella lontana Indonesia il grande vulcano Samalas. Il sole venne oscurato a lungo da questa massa di materiale e le particelle furono trasportate verso il l’Europa e e qui turbarono il clima causando una riduzione delle temperature medie in Europa. Ne derivarono due o tre anni di grande maltempo che danneggiò i raccolti agricoli in Europa e nel bacino del Mediterraneo causando delle carestie. La nube arrivo in Italia nell’autunno del 1257, ma in quell’anno la vendemmia ed i raccolti agricoli subirono lievi danni. . Il problema è che l’abbassamento delle temperature portò piogge prolungate con allagamenti e in primavera iniziarono i cattivi raccolti. Nel 1259 il raffreddamento aumentò di mezzo grado, la carestia continuo e si diffuse epidemia forse di polmonite o di febbre tifoidea che fece diverse vittime. Nel 1260 gli effetti dell’eruzione cominciarono molto lentamente a placarsi. In questi tre lunghi anni ci furono carestie e penuria di cibo, in Italia si era a quel tempo della guerra tra guelfi ghibellini, in quell’anno avvenne la battaglia di Monteaperti che come afferma Dante, colorò di rosso le acque del torrente Arbia a causa del sangue versato dalle centinaia di caduti fiorentini, che erano guelfi, sconfitti dei senesi, ghibellini. Da Perugia prese avvio, in quel periodo il movimento detto dei “flagellanti“, che predicava come imminente l’Apocalisse sul mondo, per evitarla gli uomini si dovevano convertire e fare penitenza. Gli aderenti mortificavano il proprio corpo colpendosi durante cerimonie pubbliche con lo scopo finale di propagandare l’adesione a un progetto di pace generalizzata dato che sola completa rinuncia della guerra avrebbe potuto ottenere la Misericordia divina per l’umanità. Complice il fatto che effettivamente le polveri si stavano diradando e il tempo migliorava gradualmente. I “flagellanti” ebbero un grande successo in tutta Italia, spostandosi di città in città per promuovere conciliazione generale. Nel mezzogiorno d’Italia si sentirono molto meno gli effetti del peggioramento climatico quindi Manfredi Sicilia figlio dell’imperatore Federico II di Svevia ebbe modo di esportare il grano verso le affamati città del Centro Nord ed utilizzò questa risorsa come strumento di pressione politica vendendo frumento soltanto i suoi alleati. I governi Comunali non rimasero ad assistere passivamente al disastro ma presero delle misure drastiche per cercare di attenuare le conseguenze della carestia. Innanzitutto si pensò, per andare incontro alla popolazione affamata, avviando delle ispezioni per scoprire quanto grano fosse disponibile fra raccolti e scorte accumulate. Vennero emanati dei severi provvedimenti contro gli speculatori imponendo stretti controlli sulla vendita e l’esportazione di cereali e calmierando i prezzi per legge. Le autorità dei vari Comuni acquistarono grandi quantità di frumento a spese pubbliche. Avviarono severi provvedimenti per limitare il consumo del legno, indispensabile per riscaldare in anni di temperature gelide, ed infine lanciarono vasti programmi di lavori pubblici come la costruzione di nuovi argini per i fiumi e le manutenzione di strade ponti al fine di limitare le gravi conseguenze del maltempo. Insomma proprio in occasione della crisi del 1258 / 60 in Italia si produce la prima grande attivazione di una rete di protezione sociale pubblica e laica dell’Occidente latino. In Europa settentrionale, in Francia, Germania, Polonia e soprattutto in Inghilterra pagarono un prezzo altissimo ai cambiamenti climatici, portarono alla morte per fame e malattie decine di migliaia di persone, talvolta così numerosi da essere sepolti sommariamente in fosse comuni. Anche l’Italia fu duramente colpita ma con le politiche adottate dai vari Comuni, si riuscì a contenere i danni e la mortalità, permettendo alla popolazione della penisola di resistere efficacemente a un vero disastro planetario.
Favria, 13.07.2020 Giorgio Cortese

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