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Quale caratteristica ci contraddistingue come esseri umani?

Quale caratteristica ci contraddistingue come esseri umani?
Questa mattina pensavo a qual è la caratteristica che fa ognuno di noi un essere umano? Qual è l’abilità che ci distingue dal più piccolo degli insetti, dal più veloce dei felini? Le risposte potrebbero essere molte, ma io provo a dire con la parola, senza di quella non ci sarebbe la scrittura! La parola è uno strumento potente e oggi molto di più nell’era della comunicazione veloce, con l’accesso ad un numero altissimo di informazioni. Oggi le parole giuste, dette con il timbro di voce giusto fanno la differenza. Ma le parole servono solo a comunicare con i miei simili o anche altro? Le parole servono a descrivere la realtà che mi circonda attraverso una lingua o dialetto. Ed ecco che con la lingua e ancora di più con il dialetto, lingua madre, delimito i confini di chi proviene dalla medesima tribù, intendo con la parola tribù, la parola popolazione che mi permette di individuare gli altri. Come vedete se cambio la parola di riflesso descrivo con la lingua il cambiamento. La lingua madre è uno strumento che rispecchia la nostra realtà, e spesso siamo noi ad adattarla al nostro mondo mutevole, ma è vero anche il contrario. La lingua influenza il mio modo di pensare, diverso se penso in piemontese o italiano e di conseguenza la mia percezione su tutto ciò che mi circonda, dal modo di ragionare a descrivere i colori della natura, e non soltanto in modo grammaticale e razionale. Pensate a come cambierebbe la nostra percezione del tempo se non usassimo i concetti di destra e sinistra, ma solo i punti cardinali? Passami una tazzina di caffè che è sul tavolo a sud ovest! Gira in lontananza ad est e poi piega a nord est! Sicuramente con una lingua così, non avremmo avuto una evoluzione sociale come la nostra, ma ci sono popoli aborigeni che hanno questo tipo di linguaggio. Questi popoli tribali hanno un senso dell’orientamento molto sviluppato che si sono sviluppati con questa lingua figlia della loro cultura. Esprimo con differenti modi di esprimere dei concetti differenti come la cognizione del tempo e la sua misurazione. Quando dobbiamo mettere in ordine delle foto o documenti in ordine cronologico dalla più antica, alla più recente, noi le ordiniamo da sinistra a destra, ma se fossimo di madrelingua araba o ebrea sarebbe in direzione opposta da destra a sinistra. La lingua che parliamo influenza il nostro pensiero e ragionamento, perché descrive la realtà ed influenza il modo in cui noi la percepiamo, ma non si ferma qui. Ogni parola che usiamo è letteralmente un atto che mi identifica, nel senso che dico a chi è fuori dalla mia tribù, che sono italiano, chi sono, faccio una dichiarazione». È proprio per questo che, devo scegliere con cura le parole che uso, perché queste definiscono la mia identità per me e per gli altri. Oggi con, internet, ognuno di noi ha un microfono, ognuno di noi può potenzialmente parlare a tutto il mondo dove anche senza avere il potere, abbiamo la possibilità di dire quello che pensiamo. Scriviamo i nostri pensieri anche con errori di ortografia, con garbo o villania a volte facendo un baccano enorme. Su internet purtroppo per parlare non basta solo conoscere le regole del gioco, le parole da dire o non dire, il politicamente corretto. Se una cosa non riguarda noi il prima persona, non siamo noi a fare le regole ad esempio per decidere se una cosa è razzista perché è difficile riconoscere il razzismo se non ne siamo stati vittime, perché non siamo allenato a vederlo anche nelle parole, le buone intenzioni non sono sufficienti. Se sbagliamo, anche in buona fede, la responsabilità rimane sempre nostra, perché le parole sono proiettili e fanno molti più danni! Le parole ci fanno compiere le nostre quotidiane azioni, e sono quello che per me più ci caratterizza di più come esseri umani, e sono strumenti potenti, che condizionano la nostra realtà, capaci di azioni tangibili, sta a noi usarle in modo responsabile e con garbata umanità.
Favria, 15.01.2021 Giorgio Cortese

La vita può essere fredda, indifferente e offensiva, ma anche sincera, diretta e vera. Tutto dipende da come noi ogni giorno l’accettiamo cosi come è e non come la vogliamo!

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