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Da sinistra: Ernesto Barlese e Pier Luigi Terzi

QUAGLIUZZO. Non riceve gli atti del Consiglio. La minoranza si alza e se ne va

Non hanno ricevuto gli atti che avrebbero dovuto essere discussi durante la seduta del Consiglio comunale.

E così, i consiglieri di minoranza Pier Luigi Terzi, Erik Frigeri e Bruno Flora, lunedì sera, hanno abbandonato l’aula prima della fine della seduta.

Non ci hanno mandato nulla – protesta l’ex primo cittadino e capogruppo Pier Luigi Terzi -. Come facevamo a discutere e a votare qualcosa di cui non eravamo stati messi a conoscenza?”.

Per legge, le deliberazioni del Consiglio comunale devono essere messe a disposizione dei consiglieri almeno tre giorni prima della seduta. Terzi sostiene che siano stati violati gli articoli 124 e 125 del Tuel (testo unico degli enti locali,ndr) e l’articolo 11 dello Statuto comunale che regolamentano, appunto, le riunioni. A sua detta anche la convocazione è stata effettuata in modo sbagliato.

E’ arrivata una mail in cui si avvertiva che era stato convocato un consiglio a porte chiuse, ma è una cosa chenon si può fare, se non in casi in cui è necessario affrontare argomenti che possono ledere l’mmagine di persone o aziende. Subito dopo ne è arrivata un’altra che sosteneva che si sarebbe svolta a porte apere e che nel messaggio precedente era stato generato un errore. E vorremmo capire che tipo di sbaglio sia stato fatto dal momento che il programma non manda le mail firmate a nome del sindaco”.

Così la decisione di chiedere la sospensione.

Abbiamo chiesto di rimandare il Consiglio per permetterci di prendere visione dei documenti ma la richiesta non è stata accettata.Per decidere il da farsi ci hanno fatto uscire dalla stanza insieme a tutto il pubblico. Alla fine hanno scelto di continuare, noi invece ce ne siamo andati perchè non volevamo essere complici delle violazioni che non fatto”.

Un atteggiamento che Terzi considera poco democratico.

Quindi lo sfogo: “Mi hanno accusato di essere stato un sindaco desposta, che non ha mai coinvolto i consiglieri nelle decisioni, ma facendo così, i veri dittatori sono loro e non io..”.

Ma non è finita qui.

Sono stato accusato di aver lasciato un bilancio con un buco di 40 mila euro – afferma ancora – e dicono che questa è stata la causa delle loro dimissioni prima del commissariamento ma non è vero. Tutti possono prendere la relazione di fine mandato, tra l’altro approvata dal revisore dei conti, e vedere che non c’era nessun ammanco, anzi. Con tutte le difficoltà che un piccolo Comune come il nostro può avere eravamo riusciti a chiudere con un avanzo di 18 mila euro.  Barlese si lamenta di tutto questo, ma voglio ricordare che lui era vice sindaco e aveva anche la delega al bilancio. Non lo ricordo per rivangare il passato, come si è potuto notare dall’inizio del loro mandato non ho mai fatto nessin tipo di attacco, ma sono stato e continuo ad essere accusato ingiustamente per delle cose non vere e sinceramente mi sono stancato…”.

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