di: Fabio Mina

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PRATIGLIONE. Si toglie la vita ad appena 23 anni

michela turigliatto
michela turigliatto

Si è tolta la vita. Michela Turigliatto, 23 anni compiuti il 6 dicembre scorso, una vita intera ancora davanti, non c’è più. Domenica mattina al rientro da un sabato sera, trascorso a Torino, in compagnia di alcuni amici, ha posteggiato la sua auto, un Maggiolino nero, in una piazzola poco distante del Ponte Preti, lungo la Provinciale 565 che attraversa il torrente Chiusella e dopo averla chiuso a chiave, lasciando la borsetta sul sedile, ha attraversato la strada, si è arrampicata sulle protezioni in ferro e si è lasciata cadere nel vuoto. Morta sul colpo dopo un volo di oltre 40 metri. A lanciare l’allarme, poco prima delle 9, è stata una donna che al volante di un’auto transitava lungo la Provinciale ha visto la ragazza buttarsi giù. I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti della Polizia Stradale. Poi, uno dopo l’atro, camionette dei pompieri, della protezione civile e le gazzelle dei carabinieri della stazione di Castellamonte e della Compagnia di Ivrea, che nel frattempo, avevano ricevuto la telefonata al 112 del padre preoccupato per non aver visto rincasare la figlia. L’ultima disperata telefonata dopo una lunga serie di messaggi lasciati alla figlia anche su whatsapp. Il traffico è stato bloccato fino verso mezzogiorno e per recuperare il cadavere c’è voluto l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco. Il corpo è stato imbragato, agganciato e riportato sulla strada provinciale dove si erano intanto radunati parenti e amici. Adesso si trova alla Medicina legale di Strambino. Michela Turigliatto non ha lasciato biglietti ma in tanti oggi dicono che da qualche tempo sembrava essere caduta in depressione. “Da un mese mia figlia era triste. Non era più lei – racconta il padre Mauro, vice presidente della Pro Loco e capogruppo di maggioranza in consiglio comunale – Era un po’ giù di morale per non aver superato l’esame di abilitazione, sostenuto un mese fa e necessario per poter accedere alla professione per la quale aveva studiato…” La ragazza si era laureata nel marzo scorso all’Università di Torino con la specializzazione in Servizi Sociali e prima ancora aveva studiato al Liceo Gramsci a Ivrea. Da quattro mesi aveva anche trovato lavoro a Baldissero Canavese presso una struttura terapeutica. In frazione Santi dove viveva, oltre al papà Mauro lascia anche la mamma Piera volontaria della Croce Bianca a Valperga e nella biblioteca del paese e il fratello Fabrizio, 18 anni appena compiuti. Nessuno in paese riesce a spiegare una simile gesto. E’ scosso anche il sindaco Alessandro Gaudio. “E’ una tragedia inimmaginabile – dice – Michela era una ragazza solare. Era piena di vita e partecipava a tante iniziative. Come il papà era impegnata nella Pro Loco. Sabato, insieme ai suoi genitori e ad altri cittadini, era con tutti noi alla camminata verso le vette del Monte Soglio, una ricorrenza di ogni Santo Stefano”. La Procura di Ivrea, ieri, lunedì 28 dicembre, ha concesso il via libera per organizzare i funerali che si terranno domani, mercoledì 30, alle 15 nella chiesa parrocchiale di Pratiglione. Che si sia trattato di un suicidio ci sono pochi dubbi.

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