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PranzoAlpino.

PranzoAlpino.
Il cibo, è un libro di memoria e, se ci si viene dalla terra in cui siamo nati, è anche un pezzo della nostra infanzia e della nostra storia. Il cibo, innegabilmente è la caratterizzazione di un territorio, in cui le varie popolazioni hanno affermato la propria identità e il diritto all’esistenza. Il cibo è cultura, quando si consuma, perché come esseri umani a differenza degli altri animali non consumiamo il cibo come si presenta ma lo modifica, lo trasforma a seconda delle sue esigenze, delle sue preferenze, della sua identità. Ecco che il pranzo alpino diviene occasione di ritrovare radici comuni consumate in un clima di fratellanza e di comuni ideali alpini di onestà, giustizia, aiuto fraterno e collaborazione, valori oggi sempre più carenti in questa nostra distratta e frenetica società. Ritengo che noi Alpini non possiamo da soli cambiare il mondo ma con il nostro agire quotidiano nelle piccole attività giornaliere possiamo essere di esempio per propagandare un ritorno ad un modo di vivere più umano, insomma possiamo essere nel nostro piccolo un utile antivirus contro l’indifferenza dilagante. Che bello oggi il pranzo con i fratelli Alpini e soci aggregati, un pranzo legato alla tradizione con tofeja, quaiette e fragioli, e alla fine come dolce le immancabili bugie. Questo mi fa pensare che la storia e le nostre radici comunque le affrontiamo, in un modo o nell’altro, sono storie di cose da mangiare o della loro mancanza. Grazie al sempre attivo Capo Gruppo Giovanni, ai magnifici cuochi, e a tutto il Direttivo per la bellissima giornata, passata in allegria
Favria, 11.02.2020 Giorgio Cortese

La scienza, come qualsiasi altra attività umana, sa di avere dei limiti da rispettare per il bene dell’umanità stessa, e necessita di un senso di responsabilità etica. La vera misura del progresso è quello che mira al bene di ogni essere umano e del Creato che ci circonda.

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