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PONT. “Cane rosso” il nuovo libro di Verlucca Frisaglia

E’ uscito in libreria, per conto della Associazione ” ‘L Peilacan” di Pont Canavese, il nuovo romanzo dal titolo “Cane Rosso” di Piergiacomo Verlucca Frisaglia.

Si tratta del secondo romanzo incentrato sulle avventure di Amilcare Pautasso, un giovane maresciallo dei carabinieri catapultato, per volere d’un destino beffardo, dai comodi salotti per bene della Torino sabauda (l’ambientazione è nella seconda metà del secolo 1800, nel neonato Regno d’Italia) alle sperdute valli montane della alta valle Orco.  

Senza perdersi d’animo il giovane gendarme assolda un vecchio montanaro del luogo per fargli da interprete, accorgendosi in un secondo tempo che Bernardo (il nome della guida) è il più bizzarro dei vecchietti locali e si ostina a rispondergli in dialetto, anzi in proverbi e detti locali, costringendo il povero milite ad interpretare a sua volta ciò che dice il suo interprete. 

Scritto con mano sciolta, con un brillante taglio cinematografico, il racconto si snoda senza un attimo di respiro, in un susseguirsi di eventi drammatici e spesso esilaranti.

Abusando di un comune modo di dire si tratta veramente di un libro che si legge “tutto d’un fiato”.

“Se in “Na btuta storia” mi sono divertito a far vedere le nostre montagne, il mondo dei montanari visto con gli occhi e la coscienza di uno sconosciuto a quei luoghi – afferma l’autore accennando alla sua precedente pubblicazione – in “Cane Rosso” sono gli stessi montanari che scendono nella Torino Sabauda, per una avventura senza respiro, inframezzata da siparietti umoristici che rendono ogni personaggio della saga indimenticabile”.

A onor di cronaca nel romanzo compaiono come figure secondarie, personaggi illustri della nostra storia, e sopratutto la figura di Carlo Lorenzini, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Collodi. 

“Forte del consenso ottenuto dal primo romanzo – spiega Verlucca, – abbiamo deciso di dare alle stampe la seconda avventura di Pautasso e compagnia. La cosa più simpatica e gratificante è stata la risposta di molti lettor che si sono praticamente “innamorati” dei luoghi descritti nei due libri, tanto da chiedermi informazioni e sapere quale sia la miglior stagione per venirli a conoscere. Mi diverte l’idea che questa serie di romanzi possa essere un valido mezzo di comunicazione per incentivare un turismo “discreto” a favore dei luoghi meno conosciuti del nostro bel Canavese, ma non per questo meno meritevoli dei più famosi”.

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