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il sindaco Paolo Coppo

PONT CANAVESE. Il sindaco Coppo è indagato

Il sindaco di Pont è indagato. Per quale motivo non  lo sappiamo (lo impediscono le norme sulla Tutela della Privacy) ma la notizia è certa ed arriva dalla fonte più affidabile: il sindaco stesso.

La si è appresa dall’Albo Pretorio sul quale, da sabato scorso, è pubblicata la delibera con la quale la giunta autorizza Coppo a giovarsi della tutela legale, in qualità di primo cittadino, nel procedimento di cui si conoscono soltanto gli estremi: è del 2016 e porta il n. 902 nel Registro Generale delle Notizie di Reato. 

L’altra cosa che sappiamo è che si tratta di un procedimento dovuto “a fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del mandato”, dato che una delle condizioni perché possa  essere concesso il patrocinio è proprio questa. 

Altro presupposto è che venga nominato un legale di comune gradimento. La  legge stabilisce che le spese vengano rimborsate dal Comune all’amministratore o al dipendente  dopo che si intervenuta l’assoluzione con formula piena e con  sentenza definitiva che escluda qualsiasi conflitto di interesse con l’ente che l’amministratore rappresenta. In caso di condanna  per dolo o colpa grave, l’amministratore dovrà invece restituire tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa  in ogni grado di giudizio. La cosa bizzarra è che la lettera con la quale Coppo chiedeva tale tutela, indirizzata al Segretario Generale (ovvero alla dottoressa Antimina Mancino) è datata 23 marzo 2017 ma è stata protocollata solo il 1 giugno e subito portata in giunta. Questa si è riunita alle 12 del medesimo giorno in presenza di tre componenti su cinque: mancavano il sindaco e l’assessore alla Cultura Vanessa Seren Bernardone; c’erano invece il vicesindaco Moreno Riva e gli assessori Giovanni Gallo Lassere e Fabio Gallo. Nella lettera del 23 marzo Coppo precisava trattarsi di un procedimento in fase di indagini preliminari  e si riservava di “produrre, su richiesta, eventuale, successiva documentazione aggiuntiva”.

Precisava anche di aver nominato come proprio legale di fiducia l’avvocato Celere Spaziante.

La delibera approvata all’unanimità dai tre assessori presenti accoglie la richiesta del sindaco, dichiarando di proprio gradimento l’avvocato che si è scelto e precisando che “i dati relativi al procedimento giudiziario ed al legale incaricato non viene pubblicato all’albo pretorio e viene conservato agli atti. Potrà essere reso noto a conclusione del procedimento giudiziario in atto”.

E’ giusto precisare che non necessariamente un procedimento giudiziario contro un amministratore pubblico è  importante: in molti casi di tratta di sciocchezze, di piccoli incidenti di percorso nei quali si può incappare anche in buona fede. E tuttavia, se i cittadini non possono conoscere i motivi dell’indagine (pur  essendo gli amministrati ed essendo chiamati a pagare il conto) è facile che si ingenerino sospetti e si facciano ipotesi, dalle più serie alle più strampalate.

L’eccesso di riservatezza, oltre a fare a pugni con  l’esigenza della Trasparenza, rischia molte volte d ritorcersi contro coloro che vorrebbe tutelare.

Caterina Ceresa

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