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PONT CANAVESE. In nome dei nostri padri partigiani, via Casa Pound!

Negli ultimi mesi Pont è stata presa di mira in modo pesantissimo e senza precedenti dai ladri di abitazioni: continue intrusioni nelle case, più volte al giorno, soprattutto nelle zone sulla sinistra del Torrente Soana ovvero nelle borgate Oltresoana e Doblazio e nelle aree poco densamente abitate verso Santa Maria e Pianseretto.

A fine novembre i cittadini di queste zone (ma non solo di queste) avevano firmato una petizione promossa dall’associazione “Unione fa la forza di Prà del Bacio” ed indirizzata al Sindaco Paolo Coppo. Per conoscenza era stata inviata anche anche al comandante della stazione dei Carabinieri di Pont, al Questore ed al Prefetto. In essa, con toni pacati, si denunciava la situazione venutasi  a creare dal momento che l’intrusione dei ladri nelle case “oltre a defraudare i cittadini di oggetti materiali, li offende nella propria vita privata, ledendoli psicologicamente nella loro intimità domestica di cui Lei deve essere garante”. Pur riconoscendo “lo sforzo da parte delle Forze dell’Ordine” si constatava che al momento non si era riusciti a porre un freno all’ondata di furti e si sottolineava che “il modus  operandi dei malfattori è indice di una loro abile capacità di movimento in territori impervi, boschivi ed al buio. Quindi potrebbero essere necessarie altre strategie di approccio”.

I firmatari sottolineavano il rischio che “la rabbia e l’esasperazione conducano ad atti inconsulti. La volontà di collaborare può essere pericolosa non tanto per gli eventuali colpevoli dei furti (che se lo meriterebbero…) ma anche per chi, con senso civico, collabora con le forze dell’ordine per porre fine allo stillicidio e rischia invece di essere scambiato per un ladro”. Si chiedeva pertanto al sindaco – come già era stato fatto in occasione del consiglio di fine ottobre ma questa volta “con forza e con giustificata rabbia”- di “espletare la funzione che Le compete in quanto ufficiale di Governo e Pubblica Sicurezza, affrontando in modo più opportuno ed adeguato la situazione: maggior sorveglianza sul territorio tramite le forze dell’ordine (Carabinieri e Polizia Locale), più telecamere ed illuminazione pubblica migliore”. A questo proposito si ricordava come di recente fossero stati eliminati dei punti – luce soprattutto nelle zone in cui sorgono case isolate: “Forse questa <epurazione> di punti-luce sarebbe da rivedere ed occorrerebbe pensare ad un piano di maggior sicurezza per il paese”.

Qualche tempo dopo, ovvero all’inizio della scorsa settimana, ai firmatari della petizione è arrivato il sostegno – con tutta evidenza non richiesto e non gradito – da parte di Casa Pound. Un gruppo di militanti arrivati da fuori ha effettuato una “marcia simbolica” notturna nelle vie del paese emettendo poi un comunicato.

Le reazioni

La presenza di “Casa Pound” non è passata inosservata ed ha suscitato allarme: la maggior parte dei pontesi l’ha vissuta come un’intrusione indebita da parte di forze esterne e pericolose e gli “Amici e Prà del Bacio” hanno precisato la loro estraneità all’iniziativa. Hanno precisato che la raccolta-firme era indirizzata alla autorità cui compete la tutela dell’Ordine Pubblico “senza nessuna postilla politica e tale vogliamo che rimanga”. La presa di distanza è esplicita: “Comprendiamo che Casa Pound abbia voluto mettere il cappello ad una vicenda che dà visibilità ma sarebbe stato più onesto contattare almeno i promotori della raccolta firme prima di piombare a piedi uniti in una materia di cui non hanno nessuna conoscenza se non per sentito dire. Ci dissociamo quindi da qualsiasi iniziativa di questo o altro gruppo politico, anche per rispettare le idee degli aderenti al nostro gruppo , che è nato senza alcuna colorazione politica e partitica”.

Dal canto suo anche la sezione pontese dell’A.N.P.I. ( l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha preso posizione. In una nota scrive: “Esprimiamo sdegno e ripulsa per la marcia notturna di coloro che si autoproclamano orgogliosamente <fascisti del Terzo Millennio>, volta  a strumentalizzare a fini propagandistici una situazione di disagio presente.

Chiediamo al sindaco Paolo Coppo (figlio di un partigiano) di prendere le distanze da tale azione.

Invitiamo gli organi preposti costituzionalmente a intensificare la vigilanza affinché non si abbiano a ripetere in futuro situazioni analoghe a quelle recenti ai danni delle abitazioni dei pontesi”.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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