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Piccolo grande passo!

Piccolo grande passo!
Cinquanta anni fa, nella notte di luglio, l’uomo mise per la prima volta il piede sulla Luna, battendo nella corsa al satellite la concorrenza dell’Urss. Ancora oggi quel giorno d’estate è ricordato e celebrato in tutto il mondo. Sono le 4,56 minuti e 15 secondi del 21 luglio 1969 in Italia, le 22, 56 minuti e 15 secondi del 20 luglio negli Stati Uniti, quando il comandante della missione Apollo 11 imprime la sua orma sul nostro satellite. Mi ricordo ancora quella indelebile frase nella mia memoria pronunciata da Neil Armstrong: “Ora scendo. Sarà un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco passo per l’umanità.” Era li indeciso sull’ultimo gradino della scaletta del Lem, il modulo lunare, chiamato Aquila. Poi, finalmente, allunga la gamba e poggia il suo piede sinistro sulla gessosa superficie della Luna. Certo solo un passo ma di una portata storica per la nostra storia, un passo che segna lo sbarco del primo uomo al mondo su un corpo extraterrestre. Dopo Armstrong, scende sulla superficie lunare anche il suo compagno di viaggio. E. Aldrin, detto Buzz, mentre in orbita intorno alla Luna, a bordo della capsula madre Columbia, resta ad aspettarli il terzo astronauta della Missione Apollo 11, Michael Collins, Mike per gli amici. Paradossalmente è l’unico così vicino, ma anche l’unico che non può vedere in diretta l’evento. Sulla Terra milioni e milioni di persone sono incollati ai monitor delle Tv, ed bambino ero uno di questi, nessuno vuole perdere l’appuntamento con il progresso. Da allora a oggi sono passati 50 anni, ma l’impronta impressa da Armstrong è ancora indelebile nella storia dell’umanità e nella mia memoria. Il viaggio verso la Luna è cominciato quattro giorni prima, il 16 luglio 1969, dalla base di lancio di Cape Canaveral, in Florida, quando il razzo Saturno V, alto 110 metri e pesante oltre 2.000 tonnellate, lascia la rampa 39A del Kennedy Space Center. E inizia la straordinaria avventura. Tuttavia dopo che è esaurita la sfida con il trionfo del progetto Apollo, la Luna ha perso interesse e sono dovuti passare 37 anni prima che la Cina decidesse di allunare, aprendo una nuova era di esplorazione costruendo il suo Palazzo del Paradiso, la stazione spaziale Tiangong 1. E anche l’India ha superato i confini della Terra, mandato una sonda nell’orbita lunare. Oggi la Nasa punta a conquistare Marte, ma il sogno di mandare un equipaggio sul pianeta rosso è ancora lontano e tutti i Paesi tecnologicamente avanzati dovranno unire le forze. Intanto, oltre l’orbita terrestre, nelle profondità dello spazio, in questi ultimi decenni sonde mandate dalla Terra hanno visto da vicino Marte, Venere, Giove, Saturno e le sue lune. La sonda Voyager 1 ha superato i confini del Sistema Solare facendo sentire la sua presenza con segnali che arrivano dal profondo spazio interstellare. Anche dalla Terra, grazie ai potenti telescopi spaziali e terrestri gli scienziati riescono a esplorare l’Universo, a catturare immagini di altri sistemi planetari, di stelle arrivate dopo il Big Bang, allargando così i confini della conoscenza. Con il primo avamposto umano nello spazio, con il lavoro sulla Stazione Spaziale Internazionale di decine e decine di astronauti americani, russi, europei fra cui molti italiani, giapponesi e canadesi, molti misteri sono stati svelati. Sulla luna crateri, deserti ed oceani di quel luogo lontano e sconosciuto, ben 170 sono le tonnellate di “souvenir terrestri” abbandonati dagli astronauti con le sonde sovietiche, americane ed europee che risiedono ancora sparse al suolo a testimoniare 50 anni di ricerche che, comunque non hanno intaccato il potente influsso romantico e misterioso che la Luna continua a infondere negli animi umani. Ciao Luna, astro che illumini le mie notti continui ad avere un fascino misterioso, dopo 50 anni di ricerca pare che non hai più segreti, rimani nell’immaginario comune un posto fantastico.
Favria, 21.07.2019 Giorgio Cortese

Il coraggio è come un muscolo. So per esperienza personale che più lo alleno e più diventa naturale impedire alla paura di condizionarmi.

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