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I proprietari degli orti di via Malonetto

Picchiano bestie e rubano pomodori

Stufi. Esasperati. Stanchi. “Così non si può andare avanti”. Sono un gruppetto di pensionati di Brandizzo proprietari degli orti di via Malonetto, situati sotto il cavalcavia della nuova strada provinciale per Leinì, a pochi metri dalla linea dell’Alta Velocità Torino-Milano. Qui una ventina di brandizzesi passa le proprie giornate, qualcuno anche nel fine settimana, perché per lavorare la terra e raccoglierne i frutti occorrono tempo, pazienza e dedizione. Questi orti, coltivati con così tanta cura, sono diventati, oggi più che mai, una delle principali fonti di sostentamento di chi con la pensione non riesce ad arrivare alla fine del mese e non ce la fa a far tutta la spesa al supermercato. Purtroppo però, da un po’ di tempo, sono diventati, insieme a quelli che sorgono lungo l’asta fluviale del Po, l’El Dorado di ladri “di galline” e delinquenti. Incontriamo alcuni proprietari, un pomeriggio di inizio autunno, accanto ai loro orti. “Questa storia va avanti da troppo tempo ed è scandaloso che nessuno riesca a porvi fine”. Da oltre cinque mesi, infatti, gli orti di Domenico Quaranta, Ruzziero Parisi, Mario Settimo, Giovanna Spina e Salvatore Algeri vengono sistematicamente saccheggiati. “Tagliano le recinzioni spezzando le catene con le tronchesine, picchiano i cani per non farli abbaiare, buttano all’aria tutto quello che trovano. Ci rubano le verdure e poi qualche volta anche gli animali – puntualizza Quaranta -. Per non parlare delle bombole del gas che hanno un costo non indifferente e che puntualmente spariscono…”. Agiscono di notte. Quando in zona non c’è nessuno. E sono probabilmente persone che conoscono bene il posto, visto che sanno come, dove e quando muoversi. Svariate le denunce ai carabinieri e le segnalazioni ai vigili urbani. “Non hanno portato ad alcunché. Capiamo che ci sono problemi più grandi dei nostri, però siamo stanchi di questa situazione…”, dicono i proprietari degli orti, che ora vorrebbero mobilitarsi per conto proprio: “Ci stiamo attrezzando per organizzare delle ronde notturne”. “Non abbiamo la corrente elettrica, non possiamo installare dei sistemi di allarme, ma anche fosse possibile, la zona è isolata, servirebbero a poco, quindi in extremis, siamo disposti a fare delle ronde notturne per difendere ciò che è nostro – aggiunge Parisi -. Nel periodo di crisi in cui ci troviamo, i nostri prodotti fanno mangiare noi e le nostre famiglie, potete capire quindi, quanto ingiusto sia subire tutto questo senza essere difesi da nessuno”.

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