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Perfino la Corte dei Conti Europea è contro il TAV

Dopo oltre trent’anni di battaglie e discussioni sul TAV, una voce autorevole e non certo ascrivibile ai detrattori del doppio traforo di 57,5 km in Valsusa, si esprime contro questo enorme spreco di energie economiche con gravi conseguenze ambientali e sociali. I pesanti dubbi sull’opera provengono dalla Corte dei Conti Europea, che dichiara “vi è un forte rischio che gli effetti positivi multimodali della Torino Lione siano sovrastimati”.

Nel lungo rapporto della Corte viene valutata la sostenibilità economica delle “International Freight Transport” che prevedono fra le altre una componente ferroviaria ad alta velocità, tra cui la Torino Lione. Tenuto conto del numero di passeggeri atteso, del potenziale traffico complessivo e di un ritardo sulla tabella di marcia di 15 anni, si giunge alla conclusione che i costi sociali, economici e ambientali potrebbero essere ben più alti dei benefici. Esattamente come stabilito anche nell’esito dell’analisi commissionata dal governo Conte, poi bocciato dal Parlamento nonostante la mozione NOTAV del Movimento 5 Stelle.

Il Tav Torino-Lione è antieconomico, non sarà ultimato, dopo l’ennesimo rinvio, neppure nel 2030, l’inquinamento prodotto per la costruzione supera i benefici ambientali dell’opera, i cui costi sono lievitati enormemente negli anni così come i ritardi che da soli giustificano il dirottamento dei fondi Ue. La sostenibilità del progetto è ampiamente sovrastimata, realisticamente la linea ferroviaria sarebbe fortemente sottoutilizzata. Due anni fa era già arrivata la bocciatura dell’Alta velocità ferroviaria europea, che però non menzionava direttamente il Torino-Lione. Stavolta, invece, l’opera è una delle 8 analizzate dalla Corte dei conti europea (Eca) nel suo dossier di controllo “speciale”.

Nulla di nuovo sotto il sole, se non fosse che a giungere a queste conclusioni stavolta è un organo di rilievo costituzionale, con fondamentali funzioni giurisdizionali e di controllo sulle spese sostenute con i fondi europei. Ora la palla passa di nuovo alla politica perché, come mai era successo prima, emerge oggi l’importanza di ripensare totalmente le priorità, dando alla salute, alla sanità pubblica, alla ricerca e alla tutela dell’ambiente e del territorio un ruolo di primissimo piano. E certamente non si possono più ignorare simili evidenze sull’inutilità del TAV. Confidiamo che la ragionevolezza basata sui fatti e l’indipendenza di giudizio dimostrata dalla Corte dei conti europea possa condurre a decisioni diverse anche il nostro Parlamento, perché si possa dire finalmente la parola “fine” a questo sciagurato progetto.

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Blogger: Massimo Fresc

Massimo Fresc
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