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Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Pensa se…

Ogni tempo ha la sua tribolazione, più o meno il proverbio cita così, e la saggezza popolare, che non ha mai fatto la storia ma dalla storia ha molto imparato, difficilmente sbaglia. Alle volte, però, fortuna vuole che a momenti difficili corrispondano buoni condottieri e guide carismatiche: San Francesco nel medio evo più oscuro, i Medici nel Rinascimento, Garibaldi ai tempi dell’Unità, Pertini contro il fascismo prima e le Brigate Rosse dopo. 

Pensa tu se a governare questi tempi magri ci fossero stati quelli di tangentopoli o del falso in bilancio, quelli che in tempi di grassa ne hanno combinata una più di Bertoldo, dalle combutte con Riina agli armamenti, alle navi piene di rifiuti spedite per il mondo dove tentavano di scaricare ogni tipo di monnezza. La fortuna, il caso, il Padreterno o chi per esso hanno voluto che a guidare il nostro paese nel frangente più difficile della sua storia recente ci fossero due come Mattarella e Conte, gente di poche parole, soprattutto il primo, ma eccellenti in quantità e qualità, come si direbbe di un buon calciatore. Non Maradona, quindi, né Platinì. Non fenomeni della comunicazione, nè estrosi del palleggio politico, poco telegenici, forse, ma sicuri dei valori che rappresentano e nei quali ci dobbiamo rispecchiare, volenti o nolenti, se vogliamo venire fuori decentemente dalla pauta nella quale siamo finiti, un po’ perché il destino ce l’ha gettata addosso, un po’ perchè di nostro vi eravamo già dentro prima.

Con i fenomeni di un tempo avremmo perso la partita europea, regalato le autostrade ai criminali che le hanno trattate come mulattiere (peggio delle mulattiere, i montanari fanno di meglio, e gratis), chiuso e riaperto le attività senza arrivare nemmeno vicini alla soluzione del problema, come accaduto ad altre comunità meno fortunate e peggio governate della nostra. Maradona era un fenomeno, ma ha vinto molto meno di quanto avrebbe potuto. Meglio un buon mediano, un gregario, un portatore d’acqua, fiducia, ottimismo che non molla al primo ostacolo. Un Oriali, che come dice una bella canzone, zitto zitto ha vinto i mondiali.

Ripartiamo, dai!

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