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PAVONE. Nemmeno la morte è eterna… A Pavone dura 45 anni

Nemmeno la morte è eterna. A Pavone Canavese dura 45 anni. Poi si diventa ossa o cenere… Lo stabilisce la modifica al Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria apportata ed approvara all’unanimità dal Consiglio Comunale lunedì sera.

Un limite che scende in picchiata rispetto ai 99 anni consentiti fino all’altro ieri. Un adeguamento, in verità, alle norme che vigono già in molti comuni. Ragione? Troppe tombe occupate e, spesso, anche dimenticate. Fino a quando i parenti non si accorgono, magari, di dover tumulare qualche nuovo morto. Per non parlare dei problemi relativi alla sicurezza: infiltrazioni d’acqua, intonaci scrostasti, loculi non più rispondenti alle normative, cambiate assai nell’arco di un secolo. In 99 anni passano, d’altronde, tre generazioni…

Ma ci sono anche i casi di tombe acquistate dal genitore per il figlio o dalla nonna per il nipote perché ci si possa raggiungere, un giorno.. Spazi che restano vuori ma prenotati per una marea di tempo. Si sta parlando, benintesi, delle tombe di proprietà comunale, date in concessione ai privati.

“Beh, certo, non è che dopo 45 anni i morti vengano cacciati – precisa la maggioranza – ma crediamo sia interesse di tutti garantire un servizio degno e decoroso dell’area”.

Il tema è macabro ma azzeccato al periodo, portato sul tavolo all’indomani della ricorrenza del 1° novembre.

“Vorremmo intervenire in modo da risanare ed abbellire il cimitero e credo che su questo siamo tutti d’accordo – sottolinea il Sindaco Alessandro Perenchio -. Nei prossimi mesi ci occuperemo di sensibilizzare la gente perchè sono presenti tombe perpetue su cui va eseguita manutenzione”. Altrimenti rischia di capitare, com’è già capitato, l’inconveniente indesiderato che certi funerali non potranno essere celebrati. Non sono mancati casi anche recentemente: loculi inadeguati e l’impresa di pompe funebri non ha infilato la cassa. Troppo rischioso. “Abbiamo preso accordi con le ditte – aggiunge il primo cittadino – per eseguire le estumulazioni ad un prezzo agevolato”.

Cimitero
Cimitero

La Polizia Mortuaria è una disciplina un po’ ostica. Poco conosciuta. Se non altro per motivi scaramantici. Eppure regola tutte tutte quelle attività connesse alla morte di una persona: disciplina le pratiche funerarie successive all’evento morte, le regole per il trasporto funebre e l’accoglimento nei cimiteri di carattere strettamente igienico-sanitario, ed infatti i principali enti attori delle procedure sono i Comuni e le Aziende Sanitarie Locali.

Il termine “polizia” va inteso dunque in senso amministrativo, come funzioni di controllo e vigilanza esercitate da pubbliche autorità, e non, come nel linguaggio comune, quale attività di pubblica sicurezza.

A livello nazionale vigono, secondo la gerarchia delle fonti, il Testo Unico delle Leggi Sanitarie (R.D. 1265/34) e il Regolamento di polizia mortuaria approvato con D.P.R. n. 285 del 10 settembre 1990, ma spetta, ed anzi è obbligo di ciascun Comune, dotarsi di regolamenti in materia. Recentemente, per esempio, è stata approvata la legge n. 130 del 30 marzo 2001 recante “nuove disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri”, a cui gli enti locali hanno dovuto adeguarsi.

Fissare delle regole più rigide significa anche prevenire, ed organizzare gli spazi per evitare di trovarsi cimiteri affollatissimi, a cui resti, come alternativa, il loro ampliamento. Soprattutto oggi che le casse comunali languono… A Pavone il cimitero fu costruito all’inizio del Novecento, e successivamente fu realizzata, come in tanti paesi, la parte nuova. “E’ chiaro – ha lanciato una battuta che Perenchio – che non possiamo fare un cimitero più grande del paese…”

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