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PAVONE. Legambiente interviene sulla sopraelevazione dell’autostrada

LA SOPRAELEVAZIONE DELL’AUTOSTRADA NON SERVE A METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO MA A FAR OTTENERE AD ATIVA LA PROROGA DELLA CONCESSIONE

 

Il territorio di Ivrea, i suoi cittadini, i suoi sindaci, le sue associazioni devono aver ben chiaro questo aspetto e battersi per impedire questo scempio.

 

Per l’ennesima volta un articolo sulla pagina locale del più diffuso quotidiano piemontese annuncia buone notizie per il presidente della società autostradale ATIVA in merito al progetto di sopraelevazione del tratto autostradale tra Pavone e Borgofranco. Già il titolo “Via libera del Ministero per alzare l’autostrada A5” fa andare in solluchero il buon Ossola, e il testo conferma che ci sarebbe il via libera al progetto da parte del Ministero.

Ma, andando a consultare il sito del Ministero Ambiente, si scopre che non è cambiato nulla.

Come noto, la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), iniziata nel 2012, ha visto un pronunciamento della Commissione Tecnica del Ministero il 4 aprile 2014 che ha espresso “parere favorevole con prescrizioni” e da quella data il progetto si trova nella fase descritta come “attesa provvedimento”.

Quindi, ad oggi (8 novembre 2014) la fase di VIA non è conclusa.

Ovviamente sorgono subito delle domande.

La prima è: ma quanto ci mettono a scrivere? Sono passati ben 7 mesi dal “parere favorevole”. Al Ministero hanno scarsità di personale oppure c’è qualcosa sotto?

Seconda domanda: quali informazioni ha Ossola aggiuntive che noi comuni mortali non abbiamo, che gli fa dire che si sarebbe in attesa del parere del CIPE?

Terza e ultima domanda: non è che la novità sia un’altra? E cioè l’approvazione ottenuta in settimana del decreto governativo noto come “Sblocca Italia”?

 

In questo provvedimento, approvato con votazione di fiducia in entrambi i rami del parlamento, e duramente contestato dalla sinistra politica e dalle associazioni ambientaliste, è contenuta anche una norma che riguarda la proroga delle concessioni autostradali.

Norma che rischia la procedura di infrazione da parte della Commissione Europea (che ha già chiesto chiarimenti).

Le autostrade italiane sono quasi tutte in regime di concessione a società private che incamerano i pedaggi. La norma europea stabilisce che le concessioni debbano essere poste a gara. Ma questo non piace a Gavio, Ossola e compagnia cantante. La concorrenza, come noto, viene esaltata solo a parole dai liberisti nostrani, ma nei fatti nessuno vuole mollare l’osso dei lautissimi guadagni generati dalla gestione delle autostrade.

Come tentare di aggirare la stringente normativa europea?

Ma la proroga, ovviamente! E come motivarla? Semplice, basta dire che sono necessari, anzi indispensabili, lavori di messa in sicurezza delle tratte autostradali, siano essi aumenti di corsie, rifacimenti di gallerie o, come nel nostro caso, una pretesa “messa in sicurezza dalle alluvioni”.

Lavori che OVVIAMENTE possono fare solo le società concessionarie attuali che hanno redatto gli appositi progetti!

 

Il Circolo Legambiente Dora Baltea, insieme ai sindaci di Banchette, Fiorano, Salerano e Samone nel marzo del 2013 avevano presentato un documento che sbugiardava l’asserita necessità che l’A5 fosse sopraelevata a fini di salvaguardia dalle alluvioni, e anzi contestavano che un’opera del genere potesse ulteriormente nuocere alla sicurezza del territorio.

Il documento, che era corredato da più di un migliaio di firme di cittadini dei 4 comuni, forniva una disamina completa delle ragioni contrarie al progetto ed è consultabile nel sito del Circolo Dora Baltea; naturalmente contestava anche l’obbrobrio paesaggistico che un’opera del genere provocherebbe al territorio.

 

Circolo Legambiente DoraBaltea

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