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PONTE MARCHETTI
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PAVONE. 5 STELLE: NO ALLA SOPRAELEVAZIONE, LIBERALIZZIAMO I CASELLI

E adesso il Movimento 5 Stelle presenta anche un’interrogazione parlamentare sulla sopraelevazione dell’autostrada: l’Ativa (società per azioni, controllata dal gruppo Gavio) innalzerà infatti tutto il tratto dell’E5, da Pavone a Borgofranco, per quattro metri, creando una serie di viadotti, in cambio della proroga trentennale della concessione, ormai in scadenza nel 2016.

L’interrogazione parlamentare, rivolta al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, reca le firme di Blasotta Pierre, promotore dell’iniziativa, Consigliere di Ivrea; Federico Valetti, Vicepresidente Commissione Trasporti M5S della Regione Piemonte; Marco Scibona, Segretario della ottava Commissione Parlamentare (lavori pubblici, comunicazioni); e Romano Paolo Nicolò, Deputato della commisione trasporti.

“Contro il progetto di sopraelevazione, dal costo stimato di 260 milioni di euro – scrivono -, si sono mobilitati le amministrazioni dei comuni interessati, le associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini che hanno presentato osservazioni alla commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, che però non sono state adeguatamente valutate. 

Stupisce, infatti, che la commissione non abbia considerato l’impatto devastante per l’intero territorio di tale assurda opera, che non solo non inciderà sulle cause delle esondazioni (dovuta all’aumento della velocità e quantità di acqua che si riversa dalla Valle d’Aosta sulla piana di Ivrea per effetto dell’irrigidimento e dell’accorciamento degli affluenti a seguito di politiche di regimazione idraulica messe in atto in questi anni da tutte le amministrazioni locali interessate) ma al contrario comporterà un aggravio del rischio idrogeologico per l’ennesima dissennata politica di consumo del suolo di cui il progetto presentato neppure in larga massima quantifica”.

Inoltre si sottolinea che il progetto appare come una gabola al solo fine di ottenere alla proroga della concessione. L’Unione Europea, infatti, vieta le proroghe e impone gare pubbliche. Peccato che nello “Sblocca Italia” compaia un articolo che sembra studiato a regola d’arte per Ativa, e che consente una deroga alla rigidità europea, in cambio di opere compensative.

“La Commissione europea – mette in guardia il Movimento – potrebbe avviare una procedura d’infrazione esponendo il Paese a sanzioni che ricadrebbero a carico dell’intera collettività.

“Altri – sottolinea l’M5S – sono i problemi che attanagliano il sistema della mobilità del Canavese: congestione del traffico, incidentalità ed emissioni inquinati (acustico ed atmosferico), che potrebbero risolversi con la liberalizzazione dei caselli autostradali”.

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